Spaccio al distributore Sette anni ai conviventi
STRADELLA Il fatto di non avere materialmente contribuito alla consumazione del reato contestato al convivente non le è bastato ad evitare la condanna. Sulla base di questa considerazione, la prima corte d'appello del Tribunale di Milano ha confermato la condanna a sette anni di reclusione inflitta, dal Tribunale di Voghera, a Sabrina Bombelli, 37 anni, di Montù Beccaria, accusata, insieme al compagno Claudio Borsotti, 33 anni, di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. L'illecità attività sarebbe avvenuta soprattutto nel distributore di benzina che l'uomo gestiva a Stradella. Contro la sentenza di primo grado, la coppia aveva proposto impugnazione e la vicenda, che non aveva portato al sequestro di droga, è stata riesaminata in appello dove, dopo la relazione del giudice Marcella Arienti, il sostituto procuratore generale, Sandro Celletti, ha chiesto la conferma del verdetto vogherese. Conclusasi la requisitoria, hanno preso la parola i difensori Ilaria Sottotetti e Filippo Frattoni. In particolare, l'avvocato Sottotetti ha invocato il ribaltamento della sentenza di primo grado per disporre l'assoluzione della Bombelli che, secondo il legale, non avrebbe materialmente preso parte alla distribuzione della droga, attività che sarebbe stata svolta solo dal compagno. Al termine della camera di consiglio, il collegio giudicante, uniformandosi alle conclusioni della pubblica accusa, ha ribadito la condanna per entrambi gli imputati, attribuendo agli stessi il pagamento delle maggiori spese del grado. Contro la sentenza milanese, i difensori presenteranno ricorso alla corte di Cassazione. Gli arresti nei confronti della coppia residente a Montù Beccaria erano stati eseguiti nel gennaio 2007. Insieme a loro, erano finite in carcere altre cinque persone. L'indagine che aveva portato alla loro identificazione era stata portata avanti dai carabinieri della compagnia di Stradella, coordinati dall'allora sostituto (oggi capo) procuratore, Francesco De Socio. I carabinieri avevano avviato accertamenti su un giro di spaccio di cocaina che si svolgeva tra Stradella e la Bassa pavese. Era iniziata un'attività d'indagine che aveva preso le mosse dai consumatori abituali della zona. Tenendo sotto controllo queste persone, pedinandole, intercettandone le conversazioni, gli investigatori erano risaliti dai consumatori agli spacciatori e avevano individuato, pur senza arrivare al sequestro di droga, i sette imputati. Annibale Carenzo