Artigiani, la spaccatura finisce davanti ai giudici
Il clima nell'associazione artigiani è avvelenato da mesi. Da quando è iniziata la guerra per la presidenza e i contenziosi legali, che si trascinano ancora oggi. La nomina di chi avrebbe dovuto occupare la presidenza è rimasta per molto in bilico, dopo la cacciata del presidente Rino Malinverno. Il pomo della discordia, nel 2009, è stata Assimp, società che si occupa della contabilità dell'ente. In discussione è finita la scelta di Malinverno di mettere in liquidazione la società dopo che i dipendenti avevano avviato una causa di lavoro. PAVIA I corsi degli artigiani finanziati dalla Regione si sono svolti e sono stati regolari, L'ex presidente Giuseppe Daidone e la tesoriera Sabina Apollonio sono stati invitati a dimettersi per la loro gestione disinvolta dell'associazione. La spaccatura all'interno dell'associazione artigiani si allarga e dopo l'esposto in procura dell'ex presidente Daidone su presunti corsi fantasma anche il consiglio direttivo annuncia di essere pronto a presentarsi ai giudici. E lo fa con una nota sottoscritta anche dalla Confartigianato regionale che era stata tirata in ballo da Daidone che accusa di essere stato estromesso per aver denunciato le irregolarità nei corsi. Rigettiamo con forza tutte le affermazioni di Giuseppe Daidone e di Sabina Apollonio – taglia corto un comunicato del consiglio direttivo presiedtuo da Dino Taccuso dopo le dimissioni di Daidone –. I corsi a cui fanno riferimento sono in effetti progetti tutti compiutamente realizzati e documentati. Corsi regolarmente rendicontati alla Regione e di cui chiunque può verificare la trasparenza. Poi il contrattacco: Daidone si è ricolta alla finanza che ha trasmesso gli atti alla procura. il direttivo degli artigiani annuncia di essere pronto ad intraprendere un percorso simile. Sono in corso accertamenti e verifiche all'interno dell'associazione – spiega la nota sottoscritta anche dai vertici regionali di Confartigianato –, ma a breve presenteremo alla magistratura gli atti, debitamente documentati, che dimostrano le ragioni reali per cui Daidone e la Apollonio hanno perso il consenso della maggioranza del consiglio In attesa di portare le carte ai giudici, il nuovo consiglio direttivo non va tanto per il sottile e attacca apertamente sia l'ex presidente che l'ex tesoriera. Le ragioni che hanno portato alla sfiducia dello scorso 6 giugno riguardano esclusivamente la loro gestione dell'associazione, deficitaria, personalistica e "disinvolta". La parola "disinvolta" è tra virgolette nel comunicato dell'associazione e lascia intendere quanto dura sia la conclusione: Il sistema Confartigianato è sano ed allontana coloro che lavorano per se stessi e non per le imprese associate. Ci riserviamo di avviare ogni tutela legale a fronte di dichiarazioni calunniose. E così le vicende degli artigiani pavesi si preparano a riprendere la strada del tribunale. (s. ro.)