Bianchi rinuncia: «Non sarò dirigente di Pavia»

PAVIA Gian Marco Bianchi non tornerà a fare il dirigente della Pallacanestro Pavia, neanche in LegaTre. Il presidente dell'ultma stagione della Paul Mitchell tra i professionisti, la nona consecutiva, ha cambiato idea dopo essersi detto pronto a entrare nella società del presidente Costa, a cui proprio Bianchi aveva girato il diritto di A dilettanti ricevuto da Verona in cambio di quello di LegaDue. Se fossimo tornati in LegaDue mi sarei sentito in dovere di fare il dirigente perché l'avevo promesso, ma le strade mie e di Curioni si divideranno a fine mese – spiega Bianchi, che a fine mese chiuderà la sua esperienza da general manager a Casalpusterlengo –. In LegaTre il gruppo di Costa se la caverà benissimo anche senza di me. Io continuerò a non far mancare il contributo economico delle aziende mie e di quelle di cui sono socio. Bianchi, ad esempio, è nel consiglio d'amministrazione della Paul Mitchell, lo sponsor delle ultime due stagioni di Pavia, in LegaDue e in A dilettanti. Cosa è cambiato rispetto a poche settimane fa? Mi sono accorto che la città guarda con freddezza alla LegaTre, dimenticando che Pavia precede nell'elenco delle ripescabili squadre blasonate come Rieti e Livorno – dice Bianchi –. Io non ho più voglia di lottare per spiegare ai pavesi quanto può essere importante questo nuovo campionato. Io voglio ritrovare un po' di serenità dopo la morte di mio figlio e ho deciso che in questo momento è più importante dedicarmi alla mia famiglia e al basket giovanile, piuttosto che investire il mio tempo per un progetto in cui la città non crede. Del resto io mi ero avvicinato a questo sport proprio quando mio figlio si era iscritto al minibasket, credo sia giusto ricominciare da lì. (cla.mal.)