Spazzino di quartiere 100 firme per salvarlo
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Lo spazzino di quartiere, come il poliziotto, dà sicurezza ai commercianti e ai residenti. Riconoscono lo scoppiettare del suo furgoncino, a metà mattina, puntuale come un orologio svizzero. I sacchetti sono già pronti nel retrobottega o nel cortile del condomimio. Pensa a tutto lui, raccoglie l'immondizia, lascia i sacchi neri nuovi, scambia due battute e riparte a bordo della sua Ape Car bianca e verde. Tre volte a settimana, da anni. Ogni zona della città ha il suo spazzino che conosce le famiglie una per una, come il postino una volta. Da luglio, con l'introduzione della raccolta differenziata, questo valore aggiunto non ci sarà più, dovremo lasciare i rifiuti fuori la sera, sul marciapiede, e non sarà la stessa cosa spiega preoccupato chi vive e lavora nel quadrilatero tra via Volturno, corso Garibaldi, via Pedotti e via Alboino. Sono i cittadini-pionieri che rivendicano l'utilità dell'operatore ecologico di quartiere. E con una petizione, sottoscritta da 98 firme, chiedono a Comune e Asm di lasciarlo in servizio perché solo così, scrivono, potremo avere un servizio adeguato alle esigenze di tutti. Che si chiami Adriano, Giuseppe o Antonio è un dettaglio. Certo poi ogni spazzino ha la sua zona da tempo e alla fine conosce le nostre abitudini, ci viene incontro, diventa una figura insostituibile dice Antonietta Galli che gestisce insieme al marito, Said Gabr, il bar San Michele. Il nostro operatore è in servizio in questa zona ormai da dieci anni – spiega il barista –. Ormai l'abbiamo adottato e lui sa farsi voler bene, sempre disponibile e gentile con tutti . Quando è in ferie ce ne accorgiamo – dice Natale Carena, salumiere storico di corso Garibaldi –. Questa zona è un paese e lo spazzino di quartiere svolge un servizio prezioso. Lo sanno anche in parrocchia. E' una figura di riferimento – dice don Giorgio Lunati –. Belli i protocolli organizzativi ma l'aspetto umano conta molto. Conta sicuramente per la pensionata che abita al primo piano , nelle case della parrocchia in piazzetta Azzani. I suoi 80 anni e la vista poco buona non le permettono di scendere a buttare la spazzatura nei bidoni comuni. Ma lo spazzino le va incontro sulle scale. Signora , gha pensi mi dice rassicurante e raccoglie il sacchetto con i pochi rifiuti dei pranzi frugali. Soprattutto per gli anziani, e in questa zona sono tanti, è un servizio importante dice Luigi Boffini, nei panni non di consigliere comunale ma di semplice cittadino residente. Questa è la vecchia Pavia, fatta anche di tante persone umili, di gente anziana e l'operatore ecologico conosce le esigenze di ognuno. Va salvaguardata questa figura anche con la rivoluzione della raccolta differenziata sulla quale tutti siamo d'accordo conferma anche l'imprenditore Secondino Calisti. Tutta la sua famiglia ha sottoscritto la petizione. Non c'è solo Adriano che, in tuta arancione, con l'Ape Car raccoglie i sacchetti porta a porta. Ci sono anche Enzo e Luca che da una decina di anni arrivano con il furgone che recupera carte e vetro. Sono bravissimi e gentili – dice la signora Elda, padovana da 53 anni in corso Garibaldi che quando sforna i biscotti ne tiene sempre da parte un sacchettino per loro –. Ormai fanno parte della nostra comunità.