Già morte 39 persone e oltre 3.400 i contagi
Sono arrivati a 3.401 in 13 Paesi europei i casi di infezione da nuovo batterio E. coli (Ehec) e della sua più grave complicanza, la sindrome emolitica uremica (Seu). È quanto emerge dall'ultimo bollettino diffuso dall'Ecdc (European Center for Disease Prevention and Control), aggiornato ieri mattina. In Germania i casi sono ormai 3.304 (di cui 786 affetti da Seu). Il bollettino riporta 38 morti in Germania e un decesso in Svezia per un totale di 39 vittime. Tra di loro c'era un bambino tedesco di due anni, morto nei giorni scorsi a Celle, in Bassa Sassonia. Sempre negli ultimi giorni la caccia al batterio killer è stata circoscritta ai germogli di aglio, broccoli e fieno greco. Ma dopo i sette bimbi ricoverati in Francia, ora l'allarme riguarda anche la carne. Il prodotto dell'azienda francese Seb con sede a Saint Dizier non è mai stato in vendita presso Lidl Italia si sono affrettati ieri a far sapere dalla stessa Lidl Italia srl, smentiti però dal sequestro effettuato dai Nas. Il ministro per la Salute Fazio, ringraziando i Nas ha detto che l'intervento dimostra l'elevato livello del sistema di sicurezza alimentare del nostro Paese. Questa ultima infezione alimentare è stata battezzata dalla comunità scientifica hamburger disease perchè si trasmette attraverso l'ingestione di carne , prevalentemente hamburger o polpette, mal cotte e contaminate da un particolare ceppo del batterio Coli. La responsabile della malattia acuta è una potente tossina chiamata verotossina, prodotta dal batterio Escherichia coli che provoca, soprattutto nei bambini, una grave colite emorragica con possibili complicanze renali. I microganismi che producono questa tossina vivono nell'intestino dei bovini e durante la macellazione e la macinazione la carne può venire contaminata dalle feci dell'animale. Se poi non viene cotta bene i germi presenti nell'hamburger si diffondono nell'intestino. I casi segnalati in Francia sono le conseguenze più gravi dell'infezione, quella che colpisce i reni (detta sindrome emolitico-uremica) e che costringe i bambini alla dialisi per blocco renale. Nell'estate del 1993 in Veneto c'è stato un focolaio di infezione che colpì 15 bambini con un morto.