Bella ciao e applausi per Vanzati
PAVIA L'ultimo saluto a Franco Vanzati, volto sociale della Cgil a Pavia per dieci anni e 250mila chilometri di cammino fianco a fianco con gli ultimi, è stato un coro di Bella ciao e un lungo applauso sul sagrato della chiesa di Sant'Eustorgio, a Milano, dove viveva con la compagna Licia Roselli e i figli Manuela e Gabriele. Amici e colleghi hanno fatto al contrario il percorso che Franco, a tutte le ore, faceva per andare alla Camera del lavoro, al campo nomadi, primo ad arrivare allo sgombero di Fossarmato e a quello del Barattolo, spesso solitario a cercare accordi impossibili. A salutarlo c'erano i delegati della Fim Cisl, dove ha cominciato l'attività sindacale, i compagni della Fiom e di tutta la Cgil; Susanna Camusso, segretario generale ha inviato un saluto personale. Poi i saluti di Voghera, dei sinti, dei carcerati, dell'Opera Nomadi. Tra le lacrime era palpabile la voglia di portare avanti quel camminare domandando, motto zapatista adottato da Vanzati nel suo essere sempre dalla parte dell'ultimo della fila, il ricordo della sua ostinazione nel costruire giustizia. Tanti gli interventi, parole dense di ricordi e battaglie. A celebrare i funerali è stato don Massimo Mapelli, della casa della Carità con cui Vanzati ha collaborato fino all'ultimo: di queste settimane l'apertura di uno sportello da lui voluto con forza. Per ricordarlo sarà celebrata una messa domenica alle 12 al Sacro Cuore a Pavia.(a.gh.)