C'è bisogno di altri medici Numero chiuso resta un limite

PAVIA Dopo la laurea in medicina in sei mesi si trova lavoro. A tre anni dalla laurea il 97,2 per cento ha un impiego stabile. Sono i dati del consorzio universitario Almalaurea. E c'è di più. Quello della medicina e delle professioni sanitarie è un settore in crescita. Serviranno più medici, ma il numero chiuso nelle facoltà non permette una risposta immediata. Le ricerche dicono che tra il 2015 e il 2030 mancheranno fino a 60mila medici. Pavia prova a dre una risposta alla fame di medici del mercato proponendo anche il corso di laurea in inglese, che a settembre offrirà 110 posti. In generale le professioni mediche non hanno mai trovato problemi – spiega il preside di Medicina Antonio Dal Canton – sia le triennali da scienze infermieristiche a fisioterapia sia la classica laurea in medicina. E' diventato chiaro, anche alla nostra amministrazione politica, che c'è una carenza di medici in tutte le specialità, una carenza che si accentuerà in futuro. Il numero chiuso è una contraddizione rispetto alla richiesta del mercato? Il numero chiuso è un limite nella ricerca di soluzioni a questo problema – spiega ancora Dal Canton – che però non si risolve togliendo il numero chiuso. Occorrono strutture, docenti, reparti, in un momento in cui le risorse economiche sono in diminuzione non si può aumentare il numero di iscritti. Siamo già in difficoltà a coprire tutti gli insegnamenti con i nostri docenti. Si dovrebbe piuttosto ripensare all'organizzazione dell'assistenza. Un esempio viene dall'Inghilterra. Vent'anni fa avevano lo stesso problema – dice Dal Canton – all'inizio hanno fatto ricorso a medici da India e Pakistan, poi hanno cambiato il sistema di assistenza, trasferendolo sul territorio e dando maggiore autonomia a figure come gli infermieri professionali. (ma.br.)