Carbone: «Grazie Pavia» Martedì il successore

di Claudio Malvicini wPAVIA E' successo tutto in fretta, così come rapida è stata la sua ascesa. Otto partite sono bastate a Benny Carbone per convincere il Varese ad affidargli una panchina di serie B (e il Gubbio era pronto a fare altrettanto), pochi giorni sono serviti al tecnico per raggiungere l'accordo. A Pavia ho passato quattro anni importanti della mia vita e non è un caso che sia rimasto così a lungo dopo una carriera in cui ho spesso cambiato squadra a fine stagione – spiega Carbone, presentato ieri ufficialmente dal Varese –. Ho avuto un rapporto incredibile con la tifoseria e i dirigenti si sono sempre comportati con me come grandi persone. Lo conferma quel che è successo nei giorni scorsi, quando i dirigenti del Pavia mi hanno concesso di trattare con il Varese nonostante avessimo cominciato a costruire la squadra per il prossimo campionato di Lega Pro. Se l'accordo con il Varese fosse saltato sarei rimasto a Pavia e ne sarei stato contento perché lì mi sento come a casa. A Varese porterà qualche suo ex giocatore? Mi piacerebbe, ma non voglio fare nomi – dice Carbone –. Prima devo parlarne con i dirigenti del Varese. Ai miei ex giocatori che resteranno a Pavia e ai dirigenti dico che devono costruire una famiglia, perché solo un gruppo compatto può ottenere grandi risultati. Un pensiero per D'Errico, perché se non sfonda in Lega Pro, verrò a prenderlo a calci. La possibilità che il Varese bussi alla porta del Pavia non preoccupa i dirigenti azzurri: Se pagano, noi siamo pronti a cedere i nostri giocatori, anche perché non vogliamo impedire a nessuno di salire di categoria – spiega Alessandro Zanchi, direttore sportivo del Pavia –. Finora il Varese non mi ha chiamato, ma se vogliono Eusepi o Meza Colli non devono nemmeno farlo perché il primo è loro e il secondo è in prestito dal Cesena. Ora i dirigenti del Pavia sono alla ricerca del sostituto di Carbone: Cinque sono i nomi sul taccuino – dice Zanchi –. Li incontreremo tutti entro lunedì e martedì diremo chi abbiamo scelto. Nomi, Zanchi non ne fa, ma concede l'identikit del prossimo allenatore: Deve saper lavorare con i giovani e puntare sul gioco perché vogliamo costruire una squadra capace di salvarsi in fretta e divertendo. Il nuovo tecnico deve avere personalità e voglia di emergere, e deve trasmettere entusiasmo al gruppo. Tutti i candidati hanno già allenato in Lega Pro, qualcuno in Prima, altri in Seconda divisione. Con Carbone però i dirigenti azzurri avevano cominciato a costruire una squadra impostata per il 4-3-3. In realtà – spiega Zanchi – l'unico con caratteristiche tipiche da 4-3-3 è Meza Colli. D'Errico, ad esempio, può fare sia l'esterno sia la seconda punta del 4-4-2. Il 4-3-3 non sarà un diktat per il nuovo allenatore perché la rosa non è ancora completa e non faremo mosse sul mercato fino a quando non avremo trovato il sostituto di Carbone. Più del modulo conteranno le capacità del tecnico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA