Trivolzio, 34enne condannato per la truffa su internet

TRIVOLZIO Quell'annuncio on line gli sembrava un affare. E quando era riuscito ad aggiudicarsi l'asta, sul sito internet Ebay, si era affrettato a pagare il cellulare, costato la metà del valore di mercato. Il cliente, un giovane 25enne di Trivolzio, aveva ricaricato la carta postepay, come chiesto dal venditore. Ma il telefono non gli è mai arrivato. A distanza di due anni dalla vicenda, Giuseppe Arcidiacono, 34 anni, è stato condannato a sei mesi di reclusione e 400 euro di multa per truffa. Con questa accusa era finito a processo, dopo le indagini svolte dalla polizia postale che avevano raccolto la denuncia del cliente. Che, navigando su internet una sera del 2009, era incappato in un'offerta sul sito di aste on line, dove si possono trovare gli oggetti più disparati a prezzi spesso convenienti. Come quel cellulare, messo in vendita a un prezzo stracciato. In un qualsiasi negozio di telefonia sarebbe costato almeno il doppio. Così il giovane aveva partecipato all'asta, riuscendo ad aggiudicarsi il telefono per 380 euro. Il venditore, che sembrava affidabile, gli aveva chiesto di pagare l'oggetto attraverso la ricarica della sua carta postepay. Il venditore aveva anche garantito la consegna della merce in 24 ore. Il cliente ha aspettato qualche giorno, poi ha cominciato ad avere qualche dubbio sul buon esito dell'affare. Vedendo che il telefono non arrivava, nonostante le rassicurazioni del venditore, ha deciso di fare denuncia. Niente cellulare e soldi persi: chi gli aveva venduto quel cellulare non gi ha restituito i soldi. La polizia postale ci ha messo poco per arrivare al venditore: la carta su cui era stato fatto il pagamento, infatti, era intestata al 34enne. Che è stato rintracciato e processato. La sentenza del giudice, che si aggiunge alle decine pronunciate nei mesi scorsi per analoghe vicende (le truffe su internet sembrano essere aumentate negli ultimi anni) è arrivata pochi giorni fa. (m. fio.)