Pontida, rischio contestazioni per Bossi

di Gigi Furini wMILANO Non ci devono essere spazi vuoti sul sacro prato di Pontida. La parola d'ordine fra i militanti e gli organizzatori è questa. E il motivo è semplice: Umberto Bossi è un mito, è il padre della Lega. E' l'uomo che l'ha creata e plasmata. E per questo, Umberto Bossi non si fischia. Dunque, il massimo della contestazione è non andare a Pontida. Lasciare gli spazi vuoti, in modo che tutti vedano. Difficile dire come finirà. Intanto i leghisti si interrogano. Si discute sul secondo schiaffo, quello del referendum dopo quello delle amministrative. E si cerca di evitare il terzo, dicono in via Bellerio, sede storica del movimento. Il terzo sarebbero le amministrative del 2012, che vedrà la Lega impegnata a difendere amministrazioni locali conquistare in altri anni, quando il simbolo del Carroccio era molto più amato. Quando si perde è inevitabile, crescono le contestazioni. Dal Veneto c'è qualcuno che vorrebbe smarcarsi dalla linea di Bossi. Molti fanno il nome di Flavio Tosi, molto più vicino alle posizioni di Roberto Maroni. Ma anche Luca Zaia avrebbe qualcosa da dire. Intanto è andato a votare ai referendum, contro le indicazioni del partito. E se questo è stato considerato un piccolo strappo, ecco Zaia cercare di ricucire: A me non risulta che ci siano correnti pro o contro Bossi. Noi dobbiamo portare avanti una strategia compatta, che è quella di avere le riforme promesse ai cittadini. E Pontida? E' un po' come un esame. Ce l'hanno tutti i militanti, tutti gli anni che si va su quel prato. Il quesito di Pontida non è con Bossi o senza Bossi, è se rispettare o meno gli accordi presi con i cittadini. Alla gente del Nord, nel 2008 abbiamo presentato un programma e quel programma va rispettato. Come dire che, vinte le elezioni insieme a Berlusconi, la Lega ha promesso il federalismo e le varie riforme contenute nel programma di governo. E adesso, tre anni dopo, che cosa si è fatto? Il confronto lo avremo domenica con i nostri azionisti – dice Zaia – perché la Lega è fatta così, ogni anno raduna i suoi militanti e si confronta direttamente con loro. Però, attorno al raduno di domenica si respira una brutta aria. Sul tavolo, oltre alle riforme e al federalismo il Carroccio porrà anche la questione della Libia. Basta bombardare e poi accogliere i profughi, dicono in tanti. Altri, sul portare Pontida.org, si sfogano contro i vertici che si sono fatti fregare da Berlusconi. E proprio sul portale è apparso un piccolo referendum su cosa portare domenica. Il 65% dei votanti arriverà nella bergamasca con pomodori e uova marce. Altri (l'8,8%) andranno con un fischietto. L'8,4% porterà pane e salame, mentre il 13,7% vota per quest'anno non vado. ©RIPRODUZIONE RISERVATA