Bosone, ecco la squadra Priorità l'acqua e i rifiuti
Il nuovo presidente della Provincia è anche senatore della Repubblica: Daniele Bosone aveva anticipato in campagna elettorale che non si sarebbe dimesso dal Parlamento, ora che è stato eletto, si dividerà tra Roma e Pavia ma rinuncerà allo stipendio da presidente provinciale. Il cumulo degli stipendi non è previsto e io lo condivido – spiega Bosone –. Nei prossimi due anni la Provincia dovrebbe risparmiare circa 70mila euro l'anno. Da parlamentare, Bosone guadagna circa 100mila euro l'anno lordi: se la legislatura arriverà al termine naturale resterà senatore fino al 2013. Alle prossime politiche, però, non potrà più candidarsi per il Parlamento. Non mi dimetto – conclude Bosone – perché sono stato eletto a Roma e c'è un lavoro da terminare. E non mi dimetto perché la provincia di Pavia ha bisogno di contatti con le istituzioni centrali. E intendo garantire a Pavia tutti i contatti possibili con il Parlamento di Stefano Romano wpavia Rifiuti e acqua: Daniele Bosone, primo presidente provinciale di centrosinistra dopo 18 anni di giunta Pdl-Lega, parte da qui nel primo giorno a Piazza Italia. Dai rifiuti perchè Pavia è la provincia che in Lombadria ricicla meno di tutti, dall'acqua perchè all'indomani del referendum si deve organizzare la gestione degli acquedotti di 190 Comuni. A Pavia l'acqua resterà pubblica e sarà gestita insieme dalla Provincia, dai Comuni e dalle ex municipalizzate. Anzi, da un'unica azienda provinciale di servizi che dovrà occuparsi anche di rifiuti in modo che la provincia di Pavia finalmente non sia più l'ultima in Lombardia per la raccolta differenziata. Il presidente provinciale Daniele Bosone insedia la nuova giunta il giorno dopo i referendum che con il 90 per cento di sì hanno affossato la legge che prevedeva l'ingresso di gruppi privati nella gestione degli acquedotti. E presentando la sua squadra nella sala del Consiglio di Piazza Italia parte dai temi del giorno, l'acqua prima di tutto. La gestione dei servizi idrici integrati resterà pubblica e sarà affidata ad una organizzazione territoriale che terrà conto delle esigenze, diverse, dei territori della provincia – spiega il neo presidente Bosone –. Lavoreremo insieme ai Comuni che sono proprietari degli acquedotti e alle Asm. Le Asm, appunto: il presidente (leghista) dell'Asm di Pavia Giampaolo Chirichelli lavora da mesi alla costruzione di un'unica Asm provinciale che abbia la forza economica e un numero di clienti sufficiente a competere con i grandi gruppi internazionali dei servizi al cittadino. E' una strada che la nuova amministrazione provinciale condivide? La condividiamo e, anzi, avevo tentato di imboccarla fin dal 1996 quando ero presidente di Asm Pavia e com me c'era Franco Osculati che oggi siede in giunta provinciale con me – risponde Bosone –. Allora i tempi probabilmente non erano pronti: spero che oggi lo siano e l'amministrazione provinciale lavorerà in questo senso. Una Asm unica per la gestione dell'acqua, ma anche per la gestione dei rifiuti. Oggi Pavia è all'ultimo posto fra le province lombarde per la raccolta differenziata: una Asm unica che affronti il problema con un approccio organico per tutto il territorio provinciale permetterebbe di estendere la raccolta differenziata, potenziarla, e intervenire più efficacemente sullo smaltimento della parte di rifiuti non riciclabile. Nell'agenda del neo presidente Bosone la questione acqua e rifiuti si aggiunge alle altre emergenze provinciali, prima fra tutte il ponte della Becca costantemente a rischio chiusura. La soluzione al problema passa per la costruzione di un nuovo ponte – commenta Bosone –. Il problema sono i finanziamenti: non è ammissibile che il patto di stabilità blocchi i finanziamenti per la sicurezza sulle strade. la sicurezza delle scuole, gli interventi contro il dissesto idrogeologico dopo le frane in Oltrepo. Per il ponte della Becca una priorità non rinviabile è avvisare gli automobilisti in tempi rapidissimi di eventuali chiusure: e per questo stiamo pensando ad un sistema di sms. Le emergenze sono molte ma, paradossalmente. La prima che il presidente Bosone dovrà affrontare è quella politica: prima ancora che i nomi degoi assessori fossero ufficiali, partiti e correnti hanno inziato a lamentare di essere stati esclusi. Rivendico come un successo il fatto che la nuova giunta non ricalchi le percentuali dei partiti che compongono la coalizione –. La gente ci ha votato perché voleva il cambiamento, non per vedere nuovi partiti rappresentati in amministrazioneMa i partiti si sono lamentati. Ne abbiamo parlato e devo dire che alla fine c'è stata condivisione sul fatto che prima di tutto è necessaria una politica nuova – replica il presidente –. Se malumori sono rimasti, verranno superaticon il lavoro giornaliero. In Piazza Italia si affaccia la figura del capo di gabinetto Davide Lazzari che avrà il compito di coordinare il lavoro di assessorati diversi. Al posto dei consiglieri nominati assessori, entrano in Consiglio Emanuele Corsico Piccolini, Maurizio Donato e Giovanni Torlaschi per il Pd e Ezio Stella per Sel. ©RIPRODUZIONE RISERVATA