«Se è un ostacolo non restiamo in Confindustria»

ALESSANDRIA Quello che non vogliamo fare è rimanere associati a un'organizzazione che offre ostacoli legali e dà opportunità a persone che hanno perso il referendum di appigliarsi a procedure legali. Stiamo analizzando quali sono le nostre opzioni. Così l'ad di Fiat Sergio Marchionne, parlando a margine della presentazione della Fiat Freemont nell'Alessandrino, ha risposto ieri sull'intenzione di uscire da Confindustria. Apprezzo quello che sta facendo Confindustria, ma la cosa importante è se arriviamo allo stesso punto e nello stesso tempo - ha detto - Se no la Fiat ha tutto il diritto di decidere se rimanere o cercare un futuro andando avanti. Le nostre intenzioni sono buone. La nostra posizione su questa vicenda è assolutamente chiara. Abbiamo lavorato in modo molto preciso e dettagliato per arrivare a un livello di flessibilità necessario per gestire gli stabilimenti e abbiamo ottenuto il voto favorevole della maggioranza dei lavoratori. A noi interessa solo questo. Ha quindi annunciato entro il mese un incontro con i leader della Cisl, Raffaele Bonanni, e della Uil Luigi Angeletti: Quello che serve è una soluzione che garantisca la flessibilità della produzione industriale italiana.