28 su 100 hanno detto no ai loro partiti
I referendum 2011 si chiudono con un'affluenza definitiva intorno al 54,8%. La percentuale si riferisce al totale degli aventi diritto: 47,1 milioni di residenti in Italia e 3,3 milioni di residenti all'estero. Il quesito numero uno (servizi pubblici locali) ha ottenuto un'affluenza del 54,81%. Il quesito numero due (tariffe acqua) ha ottenuto il 54,82%. Il quesito numero tre (nucleare) ha ottenuto il 54,79%. Il quesito numero quattro (legittimo impedimento) ha ottenuto il 54,78%. L'affluenza in Italia è stata intorno al 57%; l'affluenza degli italiani all'estero è stata intorno al 23,1%. I referendum hanno raggiunto il quorum e sono pertanto validi. I sì hanno vinto in tutti i quesiti con percentuali del 95,35% per il quesito numero uno; 95,8% quesito numero due; 94,05% quesito numero tre e 94,62% quesito numero quattro. Un'analisi dell'Istituto Cattaneo di Bologna ipotizza poi che su 100 cittadini che hanno espresso un voto valido per i partiti di governo nel 2008, 28 hanno votato per l'abrogazione delle leggi approvate dai loro partiti. A livello nazionale, su 100 elettori che hanno espresso un voto valido nel 2008, il 66,5% ha votato Sì, il 3,4% ha votato No, il 30,1% si è astenuto dal voto. Abbiamo adottato la seguente ipotesi: coloro che non si sono recati alle urne hanno inteso esprimere un No al quesito referendario. A questo punto -spiega l'Istituto - possiamo comparare i voti all'area governativa (No + astensionismo aggiuntivo) del 2011 e i voti all'area governativa del 2008. A livello nazionale l'area dei partiti di governo ha perso 13,3 punti percentuali su 46,8, pari al 28% del suffragio ottenuto nel 2008.