La cricca della frode Sottratti al fisco più di 12 milioni
di Annalisa D'Aprile wROMA Centinaia di società sull'orlo del fallimento e indebitate, svuotate e trasferite all'estero dopo essere state cedute a dei prestanome e cancellate dai registri delle imprese. Una maxi operazione di evasione fiscale che ha coinvolto oltre 700 tra aziende di importanti gruppi imprenditoriali italiani e sottratto alle casse dell'erario più di 12 milioni di euro. A muovere i fili dell'industria della frode uno studio di commercialisti che fa capo al presidente di Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, ed al collega Carlo Mazzieri, entrambi arrestati ieri. Ma nell'indagine della Guardia di finanza, "Fuori tutto", i provvedimenti di custodia cautelare riguardano in tutto 46 persone: 13 sono finite in carcere (oltre a Pambianchi e Mazzieri), 27 ai domiciliari e per 4 sono scattate misure interdittive. Mazzieri e Pambianchi hanno dato vita ad una pericolosa associazione a delinquere che ha soddisfatto una clientela desiderosa di sottrarsi al pagamento delle imposte. È questa la conclusione che si legge alla fine delle 636 pagine di ordinanza di custodia cautelare firmata dalla Procura di Roma che contesta agli arrestati i reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio, associazione a delinquere, emissione di fatture false, appropriazione indebita. Insieme ai provvedimenti d'arresto emessi dal giudice per le indagini preliminari di Roma, Giovanni De Donato, e disposti dal procuratore aggiunto Nello Rossi, sono scattati anche i sequestri di beni immobili per 65 milioni di euro, auto e barche di lusso per 20 milioni di euro. Nelle carte gli inquirenti spiegano i "tre livelli" dell'organizzazione imprenditoriale dell'evasione: il primo è occupato dai promotori dell'associazione a delinquere Mazzieri e Pambianchi, ideatori e realizzatori diretti di soluzioni fraudolente in favore dei clienti dello studio; al secondo livello ci sono una serie di personaggi (tra cui Verrenga Paolo, Marco Adami, Roberto Celli) che si occupano dei trasferimenti fittizi delle società all'estero (in Venezuela, Perù, Spagna, Romania, Bulgaria e Inghilterra), della gestione dei vari prestanome (tra i reclutati cittadini bulgari, romeni, cinesi, inglesi), del trasferimento di capitali. In un'intercettazione, proprio nella convinzione che l'affidamento ad Adami di molte attività illecite metta al sicuro i due commercialisti, Mazzieri dice al collega di Confcommercio: Ma Adami non me preoccupa perché è un professionista che lavora per conto suo, a noi 'nce ponno collega' co'Adami.... Il terzo livello infine, è composto da una schiera di soggetti iscritti al "libro paga" dello studio Mazzieri & Pambianchi. Studio che avrebbe guadagnato in nero 12 milioni di euro, di cui 8 incassati solo dal gruppo Conad del Tirreno (arrestati i dirigenti Silvano Ferrini e Ugo Baldi), 1,2 milioni di euro dal gruppo Vichi. Tra i gruppi imprenditoriali coinvolti ci sono anche l' immobiliare Di Veroli, l'azienda di moda Visa, le case di cura Francisci e gli autosaloni Mangione, il gruppo toscano Roscer. Secondo le carte, proprio la crisi economica era per Pambianchi un'occasione di guadagno. In un'intercettazione, riferendosi ad una società ad un passo dal fallimento dice: È un momento della crisi e so crisi per tutti, no? E quindi...noi quando c'è il momento de crisi, eh eh! (ride), quindi è il momento per mette' il maggior lavoro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA