«Serve un'alleanza per i giovani»

PAVIA Il vescovo Giovanni Giudici ieri durante le celebrazioni delle Sante Spine in Carmine ha lanciato alle comunità laiche ed ecclesiastiche una sfida: comprendere e includere i giovani, sempre meno numerosi negli oratori, dando risposte alle loro domande. Domande di ascolto, di appartenenza, di abitare i luoghi, di essere ascoltati e guidati: Vediamo i giovani in famiglia e nei nostri oratori o nelle realtà associative; molti abitano le piazze della città. Tante volte essi si sono rivolti a noi per avere spazi di incontro e di libera e creativa espressione. I giovani ci dicono il loro bisogno di avere luoghi di incontro che non siano solo il bar o altri luoghi occasionali di ritrovo. Dobbiamo rispondere al desiderio di incontrarsi, di poter abitare la città, ogni suo spazio, quello delle vie, delle piazze, delle case, ha affermato il vescovo. E ancora, gli adulti devono saper rispondere alla domanda di autorevolezza: Gli adulti sono chiamati a dire le ragioni per cui compiono le scelte che fanno – ha ripreso – farsi carico anche della incomprensione che talvolta li mettono a distanza dai giovani. Le parole di chi è autenticamente autorevole sono seriamente considerate, anche se non condivise. Il vescovo ha parlato anche di formazione e lavoro: Chiedono di essere presi seriamente nel mondo universitario e in quello del lavoro: l'intera comunità deve farsi carico dell'interrogativo di chi vuole vedere praticabile un percorso professionale e di inserimento significativo nella società e rischia di restare schiacciato da pendolarismo e orari troppo flessibili. La chiesa pavese inoltre, afferma Giudici, dovrà trovare il modo di costruire un dialogo anche sulle questioni spinose della moralità sessuale senza gridare allo scandalo di fronte alla distanza tra i loro pensieri e la proposta della vita secondo il Vangelo. (a.gh.)