Il "genio" che si smarca l'incubo del Cavaliere
Gabriele Rizzardi wROMA Cautela e rigore nella politica economica ma anche una dura critica a Berlusconi e Bossi, che hanno fretta di recuperare i voti persi alle amministrative e vorrebbero abbassare le tasse anche se i conti pubblici non lo permettono. Giulio Tremonti conferma la linea del rigore e sceglie il convegno dei Giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure per dettare la sua linea. Una sorta di manifesto politico. Blandito e coccolato dalle opposizioni, il ministero dell'Economia è ormai l'incubo del Cavaliere. Non solo perché si ostina a non mettere nero su bianco quella riforma fiscale che il premier promise agli elettori nel 2008 ma anche e soprattutto perché con Tremonti prende corpo l'ipotesi del governo tecnico, o meglio, del ribaltone. E il timore che dopo i referendum si riaffacci la discussione su un governo tecnico è ben presente a palazzo Grazioli dove, nell'attesa di conoscere i risultati, è cominciato il conto alla rovescia per altri due appuntamenti importantissimi: il raduno della Lega a Pontida il 19 giugno e la verifica di maggioranza chiesta da Napolitano che si terrà alla Camera il 22. L'eventuale vittoria del sì potrebbe essere la spallata definitiva al governo. E per il dopo-Berlusconi circola da tempo l'ipotesi di un governo Tremonti (appoggiato da Pd e Terzo Polo) che potrebbe fare la manovra economica, completare il federalismo e riformare al legge elettorale. Ma c'è anche chi si spinge più in là fino a vedere il ministro dell'Economia fra i protagonisti della corsa per il Quirinale. Fantapolitica? Forse. Quel che è certo è che nella maggioranza si approfondisce il solco tra Tremonti, che si è ritagliato il ruolo di battitore libero, e il Cavaliere, che è sempre più nervoso perché non riesce ad imporsi come vorrebbe. Il pressing dei berlusconiani sul ministro dell'Economia è serrato ma anche la Lega, dopo la batosta subita ai ballottaggi, comincia ad avere un atteggiamento duro nei suoi confronti. La quadra, come ama definirla Bossi, appare difficile da trovare. Il premier ripete che alla fine Tremonti si convincerà ad abbassare le tasse. E nel caso non lo facesse, si prepara ad andare avanti comunque. Ma sono in pochi, nel governo, a credere che l'esecutivo sopravviverebbe all'abbandono del superministro. Per il momento, Bossi resta alla finestra. Anche per la Lega, la fase-due dovrà includere un intervento sul fisco a favore di famiglie e imprese. E una soluzione deve essere trovata in tempo per il raduno di Pontida, dove il popolo del Carroccio potrebbe non accontentarsi del trasferimento al Nord di alcuni uffici ministeriali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA