Denuncia l'usura, casa pignorata

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Un incubo durato 9 anni. Fino a quando Giuseppe si è trovato con una pistola puntata allo stomaco. Poi il coraggio di denunciare i suoi estorsori, il processo, la condanna per quattro di loro. Quel coraggio mi è costato caro – dice ora con amarezza –. Fra poche settimane perderò la mia casa, pignorata e messa all'asta dalla banca che invece di aiutarmi mi ha chiuso le porte. Sul viso di sua moglie si leggono ancora i segni della stanchezza e di migliaia di notti insonni. E adesso Giuseppe, 60 anni, che gestiva un'attività di ferramenta in un paese dell'hinterland di Pavia, ha voluto gridare la sua disperazione al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Signor Presidente a cosa è servita la mia denuncia? A cosa serve essere un cittadino responsabile? Aiuti la mia famiglia, non ci lasci soli scrive. Il racket ha allungato da tempo i suoi tentacoli sulla provincia di Pavia. E' un piaga percepita - confermata anche nei 13 verbali della commissione comunale antimafia - ma nel 2010 le denunce sono state solo 2. Non illudiamoci , non esiste un'isola felice in Italia, tanto meno a Pavia. Ma non tutti hanno la forza di uscire allo scoperto avverte Maria Grazia Trotti, dell'associazione Libera Vigevano. Vincendo un comprensibile timore Giuseppe ha accettato di raccontare la sua storia. Per la giustizia penale è un eroe, per quella civile è uno zero commenta Romeo Iurilli, di Confesercenti, che l'ha affiancato in questi anni. Il calvario di Giuseppe è iniziato nel 2000 quando due sconosciuti l'hanno contattato per il noleggio di due miniscavatori. Ho chiesto informazioni bancarie su di loro e ho ricevuto rassicurazioni – racconta – . Così ho stipulato i contratti di noleggio. Ma alla scadenza i mezzi non mi sono stati restituiti e l'assegno con cui ero stato pagato è risultato rubato. Poi, seguendo un copione classico, è entrato in scena una terza persona disponibile a recuperare i macchinari in cambio di una certa somma. Da lì Giuseppe è rimasto intrappolato nella rete degli estorsori. Poi ha trovato la forza di denunciarli. I carabinieri li hanno arrestati in flagranza, sono stati tutti processati e condannati. Giuseppe è stato inserito nel sistema di protezione e nel 2007, comunque 7 anni dopo, ha ottenuto dal fondo di solidarietà delle vittime di estorsione 100mila euro. Sono stati usati per riavviare l'attività dell'impresa artigiana. Ma nel frattempo il sistema creditizio gli ha chiuso la porta in faccia. Non sono stati anni facili per la mia famiglia – si sfoga, trattenendo a stento lo sdegno – Da un funzionario di banca mi sono sentito dire "lei ha sbagliato a denunciarli". Assurdo. In questa vicenda è intervenuto due volte anche il prefetto di Pavia, Ferdinando Buffoni. E ha ottenuto, forzando la mano, due sospensioni del pignoramento della casa. Ma i 300 giorni della seconda proroga sono scaduti. Ci aspettiamo da un giorno all'altro l'ufficiale giudiziario dice la moglie avvilita. Chi trova il coraggio di denunciare e rimette in moto a fatica la sua vita dovrebbe essere aiutato – dice Iurilli –. Per recuperare la casa ora servono soldi. Lui ha ricominciato a lavorare la le banche non concedono prestiti. In Parlamento giace da mesi una legge che dovrebbe risolvere questo problema del credito. Sono tutti d'accordo ma è ancora ferma. Chiediamo anche ai parlamentari pavesi di farsene carico. Le banche – spiega Trotti – dovrebbero attivare un fondo antiusura e nominare funzionari preposti alla gestione di questi casi. Un impegno finora disatteso. Solo la Banca regionale europea l'ha applicato.