I pullman sostitutivi annunciati e mai arrivati
MEDE Treni soppressi, autobus sostitutivi annunciati e mai arrivati. E poi i consueti ritardi, ormai all'ordine del giorno. Sono i disagi lamentati dal Comitato pendolari della linea ferroviaria Pavia- Alessandria, coordinato da Roberto Binelli. Gli esempi, inviati dagli stessi utenti della linea ferroviaria attraverso l'indirizzo di posta elettronica pendolari-pv-al@virgilio.it, si sprecano. In settimana, il treno 10365 con partenza da Pavia alle 17.16 è stato soppresso a causa di un guasto al treno. E l'annunciato bus sostitutivo non è mai arrivato: come al solito, decine di pendolari lomellini si sono dovuti arrangiare per arrivare a casa – commenta Roberto Binelli – In questi casi, molti attendono il treno successivo, che comunque non riesce mai ad accogliere tutte le persone, altri riescono a tornare con mezzi di trasporto privati o con le corriere di linea, con un costo aggiuntivo rispetto all'abbonamento ferroviario. L'altro giorno, poi, il treno 2645 con partenza alle 17.40 da Milano Centrale per Arquata Scrivia è stato soppresso. I pendolari della bassa Lomellina se la prendono anche con TreNord, la nuova società di trasporti su ferro gestita dalla Regione Lombardia. L'unica cosa che si è visto con il federalismo fiscale è l'aumento di circa 10 euro sugli abbonamenti: inoltre, un altro aumento è già in arrivo per il prossimo agosto – aggiunge Binelli – Per il resto non cambia nulla sui treni dei lavoratori e degli studenti: i soliti ritardi, che da mesi e mesi si continuano a denunciare. Una cosa è sicura: certi personaggi non sanno che cosa vuol dire vivere con uno stipendio dai 1.000 ai 1.200 euro al mese. Ma gli aumenti non si fermano, come i disservizi. Umberto De Agostino