L'incubo Poste continua Arrivano tecnici dagli Usa
di Marianna Bruschi wPAVIA Ancora un giorno di passione agli sportelli postali. Ieri mattina alle 8.30 un timido segnale di miglioramento nel sistema informatico andato in tilt pochi giorni fa. Ma nel giro di mezz'ora la situazione è peggiorata: sistema ancora bloccato, impossibili bollettini e pagamenti delle pensioni. Una data certa sul ripristino ancora non c'è, dicono dall'azienda. Ad essere in difficoltà in questo momento sono in particolare i pensionati. In questi giorni andavano pagate le pensioni Inps, che difficilmente superano i 500 euro mensili, sottolinea la Cgil. Il sindacato ha ribadito queste stesse parole all'azienda, per chiedere risposte chiare. Riceviamo molte segnalazioni, ma manca la volontà politica di risolvere il problema – dice Tiziano Casarini, leader del partito dei Pensionati – Quando un pensionato deve vivere con 600 euro al mese e già a metà conta i centesimi, il ritardo anche solo di due giorni diventa un dramma. Anche a livello psicologico. Chi ha la fortuna di avere i figli può chiedere aiuto a loro, ma può diventare un'umiliazione. Senza soldi non si può fare nulla, fino a qualche anno fa c'erano i negozietti sotto casa, c'era fiducia e si poteva rimandare il pagamento all'arrivo della pensione, ma adesso con i grandi supermercati non si può più. Il telefono squilla in continuazione anche all'associazione Consumatori. Chi si ritiene danneggiato dal guasto può segnalarlo, chi non è riuscito a pagare la bolletta e rischia la mora può chiedere un rimborso. Bisogna avere la bolletta, se possibile il tagliando della coda alla posta – spiega Mario Spadini presidente dei Consumatori – e sul sito di Poste Italiane c'è il modello della lettera da mandare all'azienda tramite raccomandata. Quando però le raccomandate saranno di nuovo possibili. Una data sicura ancora non c'è. I tecnici statunitensi sono al lavoro per risolvere definitivamente l'inconveniente al loro sistema informatico, spiegano da Poste Italiane. Si scusano anche oggi scrivono sul sito dell'azienda. In alcuni uffici postali il sistema si blocca, rallenta. La gente resta in attesa in coda, nella speranza di poter ritirare la pensione o pagare la bolletta o fare una raccomandata in scadenza. Chi ha la pensione sul libretto al portatore può ritirarla in qualsiasi ufficio, ma molti pensionati possono ritirarla solo in sportelli specifici. Per loro è tutto sospeso. Ieri si sono interrotte le operazioni a San Genesio, in tutte le succursali di Pavia città e nei comuni limitrofi. I dipendenti iniziavano un'operazione con un cliente, aprivano la finestra in cui inserire i dati e poi improvvisamente la finestra si chiudeva, lasciando tutto a metà. Gli unici sportelli a funzionare sono quelli della posta centrale di Pavia, di Garlasco, Vigevano e Voghera dove è ancora in funzione il vecchio programma. Qui le code si allungano a dismisura. Gli uffici rimarranno aperti fino al completo smaltimento delle richieste di servizi – spirga l'azienda – i tecnici Ibm e Hp sono al lavoro per ripristinare la piena funzionalità del software da loro sviluppato e sul quale poggia l'operatività dei 60mila sportelli postali. Domani Poste incontrerà i rappresentanti delle associazioni dei consumatori per aprire un tavolo di conciliazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA