Il truffatore degli iPhone preso dopo 15 colpi
Raffica di incidenti ieri mentre imperversava il maltempo. Carambola di auto alle 15.30 sul ponte del Ticino. Sette persone, tra cui una bimba di 2 anni, sono finite all'ospedale per accertamenti. Alle 12.40 un ciclista è stato investito in via Calatafimi ed è stato trasportato al Pronto soccorso. Due ore prima altro scontro tra un autobus e una Fiat Punto in via Madonna degli Angeli per una mancata precedenza. Un ferito lieve. di Simona Bombonato wVIGEVANO Ai negozianti del centro si presentava come uno dei rivenditori ufficiali di zona alle dipendenze della Apple. Tono sicuro, grande competenza informatica, ben vestito. Sotto braccio il catalogo degli ultimi Iphone. Quindici commercianti gli hanno creduto, quattro hanno fatto acquisti consegnandogli da 15 a 100 euro ciascuno (circa 500 euro complessivi), senza immaginare che A.E., 50enne nullafacente di Milano con precedenti per truffa, non si sarebbe più fatto vivo. Nè lui nè la merce ordinata, forse, per "eccesso di fiducia". Dopo un mese di indagini i vigili del Nucleo operativo lo hanno denunciato con l'accusa di aver tentato e messo a segno la sequenza di raggiri segnalati dai negozianti i primi di maggio, almeno quindici tra rivenditori specializzati in telefonia e commercianti di borse e pelletteria di lusso. Il copione, del resto, era lo stesso: a seconda del negozio in cui entrava, l'uomo raccontava di essere l'agente Apple per Vigevano oppure il fornitore Louis Vuitton, prestigioso marchio francese della moda. E in alcuni casi il colpo gli è pure riuscito. Era assolutamente credibile: alle vittime tutto pareva fuorchè una persona in malafede interessata solo a intascare gli acconti per poi sparire nel nulla. Sempre spento, non a caso, il numero di cellulare di servizio consegnato di volta in volta alle commesse. Il 50enne è finito nei guai al termine dell'attività investigativa scattata dopo le segnalazioni dei truffati, che hanno fornito agli agenti la descrizione sommaria del suo aspetto e il fantomatico numero telefonico aziendale mobile. I tasselli del mosaico si sono composti nel corso delle indagini. Identikit alla mano, gli agenti del Nucleo lo hanno identificato in stazione a Vigevano, sul treno del mattino proveniente da Mortara. Sembrava un normale controllo di documenti, in realtà i vigili hanno annotato le generalità e - certi della somiglianza con la descrizione fornita dalle vittime - hanno avviato il secondo giro di accertamenti. L'uomo è risultato già noto alle forze dell'ordine per precedenti analoghi. Primo indizio importante. Il telefonino invece è risultato intestato a un uomo di Milano che di fatto ha confermato di averglielo ceduto tempo fa. Sempre spento, ovviamente, anche durante le chiamate di verifica partite dal comando della polizia locale. Terzo e ultimo elemento, il confronto fotografico. I commercianti e i testimoni dei raggiri hanno riconosciuto il finto agente informatico nelle immagini in possesso delle forze dell'ordine. Ce n'è stato abbastanza per formalizzare la denuncia, giunta al termine di quattro settimane di riscontri incrociati per cui è stata determinante la collaborazione dei negozi.