SANNAZZARO Un buco di oltre 100mila euro ai danni di alcuni esercenti, albergatori e noleggiatori di Sannazzaro: un'impresa di Bari, che ha lavorato in subappalto, dal luglio dell'anno passato sino all'aprile scorso nella costruzione degli impianti Est alla Raffineria Eni, ha messo in liquidazione l'intera organizzazione e ha lasciato a bocca asciutta, per mancati pagamenti, una decina di esercenti e creditori di Sannazzaro e della zona. Anche i suoi dipendenti, una cinquantina in tutto tra tecnici e operai carpentieri, attendono almeno quattro mesi di stipendi arretrati e, da qualche settimana, hanno trovato collocazione in un'altra impresa che opera nello stesso cantiere di via Mattei. Stiamo aspettando che qualcuno ci comunichi come potremo recuperare i nostri crediti - dice la responsabile di una nota ferramenta locale - e speriamo che il curatore fallimentare, se già nominato, si faccia vivo quanto prima. L'impresa? Sino al marzo scorso pareva di massima affidabilità: acquisti quotidiani in negozio, fatture inviate alla sede di Bari, pagamenti puntuali attraverso bonifici bancari. Poi, dall'aprile scorso, tutto si è bloccato. Ho personalmente telefonato alla sede dell'impresa e mi hanno sorprendentemente risposto: non possiamo fare nulla, l'impresa è stata dichiarata fallita. A lamentare crediti arretrati non è solo la ferramenta, ma anche un noto albergo del centro (circa 22mila euro) in cui i dipendenti dell'impresa pugliese soggiornavano; due ristoranti, uno di Sannazzaro e l'altro di Ferrera. Ma la somma più consistente (oltre 50mila euro) spetterebbe a una nota azienda di noleggio di autogru di Voghera. E poi ancora20mila euro a una cava produttrice di calcestruzzi della zona. Noi creditori di Sannazzaro ci siamo incontrati per condividere un'unica strategia - spiega l'esercente titolare della ferramenta - ed probabile che affideremo la causa per il recupero dei crediti a un legale. Certo è che nel fallimento noi commercianti saremo gli ultimi della fila: saranno privilegiate le istituzioni, le casse mutue, gli ex dipendenti. In un momento di contingenza generale, questo colpo inatteso non ci voleva. Paolo Calvi