Santoro via dalla Rai, chiude Annozero

di Maria Berlinguer wROMA E' divorzio consensuale tra Michele Santoro e la Rai. La notizia era nell'aria da tempo ma si è materializzata ieri pomeriggio quando Annozero non è apparso nel palinsesto di Raidue della prossima stagione. Rai e Michele Santoro hanno inteso definire transattivamente il complesso contenzioso - da troppo tempo pendente - altrimenti demandato alla sede giudiziaia recita in perfetto burocratese la nota diffusa da Viale Mazzini. Si è ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del tribunale di Roma, confermata in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando la piena reciproca autonomia decisionale. Dunque quella di giovedì sarà l'ultima puntata di Annozero, trasmissione che si è rivelata una gallina dalle uova d'oro per l'azienda considerando gli ascolti da varietà di un tempo del programma. Per Lorenza Lei, il direttore generale che ha portato a casa l'accordo, è una vittoria. E' riuscita dove ha fallito Mauro Masi, il precedente dg, nominato a viale Mazzini anche per chiudere lo spazio di Santoro, giornalista indigesto a Silvio Berlusconi fin dall'editto pronunciato in Bulgaria contro l'ideatore di Samarcanda ed Enzo Biagi, sucessivamente cancellati dalle reti Rai. Oggi Santoro spiegherà in un conferenza stampa i motivi che lo hanno spinto a risolvere il contratto con la Rai. Da tempo si parla di un suo passaggio a La7. Lo stesso conduttore ha detto che il discorso è aperto. Santoro è a un passo da La7, conferma Enrico Mentana, che parla di trattativa molto avanzata e ricorda che a giorni sul caso Santoro si sarebbe pronunciata la Cassazione. Non è da escludere neanche che Santoro resti in Rai, con un contratto di collaborazione per realizzare dei docufiction. Soprattutto se la Rai avesse inserito nel contratto di risoluzione la clausola di non concorrenza di due anni. E' chiaro a tutti che Michele Santoro va via perché considerato dai vertici Rai ospite sgradito nonostante il 21% di share fisso su una rete che normalmente fa l'8%, attacca Leoluca Orlando dell'Idv. Abbiamo il diritto di sapere il perché di un divorzio che di sicuro penalizza notevolemente l'offerta Rai, chiede Carlo Verna segretario dell'UsigRai. Verna ricorda che Berlusconi vuole cacciare Santoro da anni dalla tv. E domanda che ruolo abbiamo giocato la Lei e lo stesso Santoro. Le scelte del Cda sui palinsesti non sono piaciute affatto ai direttori di rete. Massimo Liofreddi, di Raidue, starebbe valutando di adire alle vie legali. Mauro Mazza e Paolo Ruffini hanno scritto una lettera al Cda contestando le scelte. In particolare a Ruffini è stato detto no a Che tempo fa anche il lunedì. E resta l'incertezza per i rinnovi contrattuali di Floris, Gabanelli e Dandini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA