Tanti nati ma pochi letti al S. Matteo

b PAVIA./bb Gli otto letti del blocco parto, dedicati al travaglio, trasformati per ospitare mamme e bebè. Perché i 28 letti del reparto di Ostetricia, al San Matteo, sono saturi. E capita sempre più di frequente. Dall'inizio dell'anno il saldo, rispetto allo stesso periodo del 2010, è di 70 nascite in più. Cresce la domanda all'Unità di Ostetricia e Ginecologia del policlinico che si trova però a fare i conti con i limiti della struttura. In attesa di traslocare al Dea.BR /b «Stiamo registrando un aumento significativo di nascite - conferma il primario, il professor Arsenio Spinillo -. E un incremento di parti patologici, di complessa gestione, che provengono anche da altre strutture del milanese. Questo boom di domande ci crea in effetti qualche difficoltà con gli spazi».BR Il reparto di Ostetricia, a pian terreno, ha 28 posti letto, in camere da due o anche da quattro. Posti ormai sempre pieni. E nei momenti di maggior congestione le mamme che hanno appena partorito sono trattenute per alcune ore nel blocco accanto alla sala parto. In attesa che si liberi una stanza.BR Le gravidanze complesse, che comportano lunghi periodi di ricovero, rallentano il turn over. «Stiamo seguendo ad esempio una gravidanza a rischio, la paziente è stata ricoverata da noi alla 22ª settimana - dice Spinillo -. Ora è alla 28ª. Ha trascorso più di un mese e mezzo in ospedale. E come lei ce ne sono diverse altre».BR Impensabile trasferire al primo piano - nei 28 posti del reparto di Ginecologia - le puerpere fisiologiche, quelle per le quali il parto è andato come natura vuole, senza intoppi. «Bisognerebbe trasportare ogni volta i neonati con l'ascensore dal reparto di Neonatologia al piano superiore e non è il caso» dice Spinillo. Anche perché ormai da tempo, anche al San Matteo, si fa 'rooming in": il neonato trascorre lunghi periodi in camera con la mamma che si occupa di lui, lo allatta, lo cambia. Fa un piccolo rodaggio prima di tornare a casa.BR Ma per tamponare l'emergenza - che si ripete ormai con una certa frequenza - le neomamme vengono trattenute nei posti in cui fino a poche ore prima hanno affrontato il travaglio. In attesa che in tarda mattinata vengano firmate alcune dimissioni e vengano liberate e rifatte le stanze.BR Nel 2010 i fiocchi rosa e azzurri al San Matteo sono stati 1680. «C'era stato un crollo significativo di nascite nel 2008 - ricorda Spinillo -. Legato alla crisi economica e alla difficoltà delle famiglie e pensare di mettere in cantiere dei figli. Un andamento negativo peraltro registrato in tutta la Lombardia che aveva toccato punte di meno 10%. Qui al San Matteo la contrazione era stata più contenuta, solo del 3%». In crescita anche i casi a rischio che confluiscono sul San Matteo perché è un centro di terzo livello, in grado di trattare anche le patologie neonatali: la media nazionale è di 1,5 casi su 100, a Pavia è cinque volte di più.BR