Il contagio non si ferma, è allarme globale

BR b ROMA. /bIl batterio killer sembra aver rallentato la sua corsa, ieri non si sono registrate vittime, per la prima volta da quando è scoppiata l'emergenza, e anche i casi di escherichia coli sembrano essersi stabilizzati. Questo quanto affermato dalle autorità sanitarie tedesche che comunque confermano che l'emergenza è ancora in pieno svolgimento. La fonte del batterio non è stata trovata, e i nuovi casi di infezione stanno interessando ormai quasi tutta l'Europa e gli Stati Uniti. Con un capitolo che riguarda anche l'Italia, dove la presenza di un batterio E-coli produttore di tossine è stata segnalata in un salame di cervo prodotto in Italia, «sul quale - dicono al ministero della Salute - si stanno effettuando le necessarie indagini». Dal Ministero hanno poi precisato che «qualsiasi correlazione con l'epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile per la tipologia del prodotto e per la zona di provenienza».BR I medici tedeschi hanno intanto aggiornato il numero dei casi di sindrome emolitico uremica (seu), la versione più resistente e pericolosa del ceppo ehec del batterio, a quota 520. 50 in più rispetto a mercoledi, mentre la scorsa settimana se ne contavano anche 100 in più al giorno. Da inizio maggio a oggi in Europa i casi legati all'Ehec sono 1.823. «Il numero di nuove infezioni sembra essersi stabilizzato» ha detto il presidente della Società tedesca di nefrologia Brunkhorst e responsabile dell'ospedale universitario di Hannover dove si sono registrati numerosi decessi. 18 finora le vittime (17 in Germania, una in Svezia), con un totale di 1.733 tedeschi colpiti dall'epidemia e con un aumento di 50 casi di seu e 149 di ehec. Ai quali si devono aggiungere i numerosi casi di persone contagiate negli altri stati europei e negli Stati Uniti, tutti di ritorno dalla Germania. E proprio dagli Usa gli esperti fanno sapere che è alta l'attenzione perché l'infezione da E-coli potrebbe espandersi velocemente considerando la facilità di movimento tra i paesi. «Il nuovo ceppo di batterio killer potrebbe essere il più letale nella storia umana» dicono dal Centro Usa per il controllo e la prevenzione delle malattie. «Un ceppo difficile da debellare, è curioso che sia cosi resistente». Resta il problema principale, che è l'individuazione della causa, priorità indicata anche dalla cancelliera Merkel. Ma nonostante gli sforzi dei maggiori esperti mondiali, per ora si è lontani dalla soluzione.BR Proseguono intanto le polemiche con la Russia che ha bloccato l'import di ortofrutta dall'Europa. Mentre l'Organizzazione mondiale della sanità ribadisce che «non sono raccomandate restrizioni al commercio in relazione all'infezione», Vladimir Putin non arretra di un passo. Neanche di fronte alle reiterate proteste dell'Ue: «La Russia vuole far parte del Wto (Organizzazione mondiale del commercio) e ci auguriamo che vi entri in futuro, ma è sorprendente che Mosca stia prendendo misure che vanno nella direzione opposta» ha detto l'ambasciatore dell'Unione europea in Russia Valenzuela. Gelida la risposta di Putin: «Non avveleneremo i cittadini russi in nome dell'Organizzazione mondiale del commercio».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Paolo Carletti