Lardirago, ora il commissario

b LARDIRAGO./bb Un consiglio comunale rovente quello di mercoledi sera tra accuse reciproche e toni sopra le righe, una maggioranza spaccata e un'opposizione che parla di «politica di basso livello». Il pubblico, numeroso, si divide, tra fischi e applausi. Il sindaco Roberta Giardini ufficializza le dimissioni e ribadisce gli attacchi ad assessori che «non hanno fatto il bene del paese».BR /b Ognuno resta sulle proprie posizioni, nessun dialogo, «non ci sono le condizioni», sostengono maggioranza e minoranza. Il commissariamento del comune, che il primo cittadino dimissionario scongiurava, ora si fa più vicino. Il funzionario prefettizio arriverà tra venti giorni, il tempo necessario per rendere irrevocabile la decisione presa da Roberta Giardini. Insanabile la frattura all'interno del gruppo di maggioranza, diviso sulla linea politica da seguire, ma soprattutto diviso sui provvedimenti da adottare nei confronti dell'ex sindaco e attuale capogruppo d'opposizione Luigi Cella, che, ricorda Graziano Vaccari, fino a qualche mese fa vicesindaco nella giunta Giardini, «ha portato alla rovina le casse municipali, mutui accesi con troppa facilità che hanno collassato il Comune impedendoci di avere le risorse per lavorare».BR Non coglie quindi la richiesta del sindaco di «guardare avanti, al bene del paese, senza continuare in una politica di crocifissione, cercando una linea condivisa».BR «Vogliamo trasparenza e legalità - ribadisce Vaccari -. Il sindaco invece ha portato avanti in autonomia le proprie decisioni, senza compartecipazione e coinvolgimento».BR E insinua: «Questa situazione è vecchia di mesi, perché rassegna solo ora le sue dimissioni, forse perché prima ha preferito candidarsi alle provinciali con un ruolo istituzionale? Da parte nostra mancavano i numeri per far passare una mozione di sfiducia». «Una brutta pagina per Lardirago» commenta Cella che precisa: «Questa maggioranza è caduta perché i giochi di potere non hanno funzionato. Ha portato avanti solo una politica giustizialista, atti finiti con l'archiviazione, sostenendo falsità sulla situazione contabile del comune, dicendo che non vi sono risorse, ma permettendosi due tecnici comunali in un centro con una scarsa attività edilizia. Dopo quello che si è ascoltato in Consiglio, mi chiedo come possano imporci lezioni di moralità».BR

Stefania Prato