«Donne più esposte al rischio»

BR b ROMA. /bÈ frutto di un mix di batteri patogeni, attacca gli adulti in buona salute, esponendoli - le donne sono in prima linea - al rischio di contrarre una insufficienza renale acuta che può portare alla morte. Sono queste le caratteristiche della forma mutata dell'Escherichia Coli che sta facendo tremare l'Europa. «Abbiamo terminato da poco gli esami sui campioni arrivati dalla Germania ed i risultati - spiega Alfredo Caprioli, responsabile del Dipartimento di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell'Istituto superiore di Sanità - sono stati consegnati alla Commissione europea».BR 'Scagionati" i cetrioli provenienti dalla penisola iberica, a finire sul banco degli imputati sono le insalate, ritenute i principali vettori del batterio killer che finora ha contagiato quasi duemila persone. Anche se tra queste non ci sono italiani, c'è poco da stare tranquilli. Finora, nel mirino c'erano i bambini. Questa volta, invece, i più esposti sono gli adulti, in particolare le donne.BR «Bisogna stare in allerta - spiega ancora Caprioli - perché siamo di fronte ad una patologia molto grave. Il batterio colpisce adulti sani, che non avevano patologie pregresse. Le donne sono maggiormente esposte al rischio, non sappiamo se perché consumano più verdure o perché sono quelle che in cucina le manipolano».BR Dei quasi duemila contagiati, ben quattrocento hanno infatti contratto la temibile sindrome emolitica uretica, «che costringe al ricovero in Rianimazione o in Nefrologia». Non a caso, il Ministero della Sanità ha diramato a tutti i reparti interessati una circolare per invitare ad alzare la guardia in particolare nei confronti dei pazienti reduci da viaggi in Germania.BR «E' li che si è concentrato il focolaio infettivo» dice Caprioli. I motivi? Ancora sconosciuti. «Potrebbe esserci stato un problema di inquinamento delle falde acquifere, ma al momneto sono soltanto congetture», ribadisce il medico. Di certezze non ce ne sono neppure rispetto agli alimenti accusati di trasmettere il batterio, «anche se le ultime indagini dell'unità di crisi dell'Ue hanno concentrato le attenzioni sulle verdure crude».BR Bandire le verdure dalle tavole degli italiani? «Assolutamente no - chiarisce il dirigente dell'Iss - Inutile creare allarmismi, deve prevalere il buon senso». E seguire il decalogo dell'Efsa, l'agenzia per la sicurezza alimentare. «Basta sciacquare più volte le verdure crude, sbucciare ortaggi e frutta, pulire anche gli utensili da cucina senza passarli da un alimento all'altro, lavare le mani con acqua e sapone».BR In caso di dubbi - la sindrome si manifesta con dissenteria e sangue nelle feci - consultare il medico. I tempi a di incubazione variano da 7 a 15 giorni. Non c'è contagio per via aerea.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Barbara Cangiano