Auto, primi segnali di ripresa I concessionari: è un'illusione
BR bMILANO. /bDopo mesi di calo delle immatricolazioni, il mercato italiano delle automobili torna a crescere. Ma, secondo i concessionari, il dato è inquinato dalle cosiddette km zero. Nel mese appena concluso sono state immatricolate 170.603 autovetture, +3,58% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, ma molto più forte è stata la crescita dell'usato (+7,15% rispetto a maggio 2010). Il gruppo Fiat, con oltre 51mila vetture immatricolate, ha chiuso maggio a +4,6% e torna sopra quota 30%, al 30,1%, rispetto al 29,8% dello maggio 2010. Nel progressivo annuo sono oltre 245mila le vetture vendute, in calo del 20,3% rispetto lo stesso periodo dell'anno scorso, per una quota del 29,1%. Da Mirafiori fanno notare che «comincia a produrre effetti positivi, il rinnovamento delle gamme e dei marchi che durerà per l'intero 2011 e che è iniziato con Fiat Freemont e Lancia Ypsilon». Nei primi cinque mesi dell'anno, Fiat ha venduto 174mila vetture, il 27,3% in meno rispetto al 2010, per una quota del 20,7% in calo del 3,4%. Bene la Lancia, +8,9% in più rispetto all'anno scorso con una quota in crescita dal 4,7% del 2010 al 5%, miglior risultato da ottobre 2009. Risultato fortemente positivo per Alfa Romeo: con oltre 6 mila immatricolazioni il marchio aumenta i volumi di vendita del 43,9% rispetto a maggio 2010, ottenendo una quota del 3,6%, in crescita di un punto percentuale con l'anno scorso. Ma l'attenzione su Fiat rimane Oltreoceano. «Il futuro americano dipende dalla 500» secondo il quotidiano Usa Today «Fiat prevede di venderne 50.000 all'anno, la metà della produzione dello stabilimento di Toluca, in Messico», che produce la piccola destinata alle Americhe nel design uguale a quella europea ma diversa a cominciare dal motore. Proprio ieri il governo Usa ha esultato al salvataggio di un milione di posti di lavoro con il programma di Gm e Chrysler che, secondo l'amministrazione, risulterà in perdita del 20% e non del 60% come ipotizzato. Federauto punta però il dito contro le grandi quantità di kilometri zero che sfalsano la lettura del dato di maggio. «Per un non addetto ai lavori il +3,58% di maggio 2011, rispetto al maggio 2010, potrebbe sembrare un segnale di ripresa. Niente di più sbagliato - spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto - È invece un dato che conferma il trend negativo nel post-incentivi alla rottamazione iniziato il I aprile 2010». «Continuando cosi chiuderemo l'anno a 1.800mila immatricolazioni - continua Pavan Bernacchi - Un disastro rispetto alla media degli ultimi esercizi che vedeva un mercato a 2.200mila».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Andrea Di Stefano