«Perso per colpa di Ratti, ora si dimetta»

BR bPAVIA./b Dimissioni. La parola si affaccia nella Lega il giorno dopo la sberla elettorale. «Con Poma candidato, avremmo vinto al primo turno: ora che abbiamo perso i vertici del partito devono dimettersi»: il neo sindaco di Mede e presidente di Lombardia Informatica Lorenzo Demartini spara ad alzo zero contro il segretario Franco Ratti, ma anche contro il senatore Roberto Mura e il consigliere regionale Angelo Ciocca. Demartini è il leader riconosciuto della corrente leghista contraria a Mura e Ratti: la corrente del consigliere regionale Angelo Ciocca, la corrente che ha chiesto al Pdl la testa di Vittorio Poma e che, oggi, condivide con il Pdl il peso della sconfitta di Ruggero Invernizzi. La sconfitta pavese mette in agitazione anche Roma: «Una riflessione è necessaria - conferma il deputato leghista Marco Maggioni. Una riflessione molto approfondita. L'influenza nazionale sul voto provinciale è stata parziale: la strategia del centrodetra degli ultimi mesi non ha pagato». Di fatto una sconfessione dell'analisi a caldo del senatore del Carroccio Roberto Mura. «Analizzeremo il caso Pavia - aggiunge Maggioni -. E fatta l'analisi si valuterà se ci sono dirigenti politici che hanno responsabilità». L'annuncio della resa dei conti. Demartini è più duro. «E' una questione di trasparenza - attacca -. Io in politica ci metto la faccia e non voglio che sia confusaa con le facce di Mura e di Ratti. Dopo la sconfitta i vertici si devono dimettere. Il senatore Mura prende in giro i cittadini e i militanti: la situazione nazionale non c'entra nulla con la sconfitta. Abbiamo perso a Pavia perchè Mura e Ratti hanno messo la Lega nelle mani dei giochi di potere di Angelo Ciocca e Giovanni Alpeggiani. La verità è che Poma è stato fatto fuori per motivi personali e non politici». Lo scontro interno alla Lega si incendia attorno ai rapporti tra Angelo Ciocca, supervotato alle regionali dell'anno scorso, e Giovanni Alpeggiani, ex del Pdl che si è autosospeso dal direttivo provinciale e nel centrodestra gioca su più tavoli. «Ciocca e Alpeggiani si sono incontrati per mesi - attacca Demartini -. Questo i nostri militanti non lo vogliono più: la Lega vuol tornare ad essere il partito trasparente che è sempre stato». Bene, ma adesso cosa succede dentro la Lega? «Da tre anni non c'è un'assemblea dei militanti - risponde Demartini -. Mi devono spiegare perchè non si è fatta. Si nasconde la verità: la Lega a Pavia ha preso una strada lontana dalla sua origine. Al primo posto devono tornare i valori di onestà e trasparenza. Gli affari, anche quelli leciti, devono state lontani dalla politica: altrimenti la gente non capisce e va a finire che, come a Pavia, vince un partito che non esiste come il Pd. Vince un candidato che ha preso solo il 25 per cento dei voti visto che alle urne ci sono andati in pochi». «Non voglio fare polemiche con chi ha la mia stessa casacca politica - ribatte Angelo Ciocca -. Le polemiche non asfaltano le strade e non creano posti di lavoro. Detto questo, invito Demartini a leggere i verbali dei direttivi provinciali dove all'unanimità si è scelta una direzione di marcia da tenere in merito alle provinciali. L'unica cosa certa è che chi ha vinto è Daniele Bosone al quale auguro buon lavoro. Il candidato del centrodestra insieme a chi lo ha sostenuto ha fatto del suo meglio, ora mi interessano le risposte alla gente: da consigliere regionale sono a disposizione del nuovo presidente della Provincia per portare risposte alla gente di Pavia».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Stefano Romano