Battaglia a Herat, cinque italiani feriti
b ROMA. /bbCinque soldati italiani feriti, tra cui un capitano colpito all'addome in gravi condizioni, in un attacco dei talebani al Prt (provincial reconstruction team) di Herat, Camp Vianini, avvenuto ieri mattina. Ma il bilancio poteva essere ben più grave. L'attacco è stato portato alle 9,15 italiane, prima con un'autobomba all'esterno del muro di cinta, quindi con alcuni guerriglieri che si sono infiltrati nella struttura appostandosi in un edificio civile e facendo fuoco.BR /b Alla fine il bilancio complessivo parla di cinque morti accertati e 52 feriti compresi i cinque italiani. Secondo le ultime notizie, dopo ore di incertezza sulle conseguenze del lungo scontro a fuoco con i talebani, il capo della polizia della provincia di Herat, Sayed Agha Saqeb, ha detto che i morti sono tutti cittadini afghani, di cui quattro civili e un militare delle forze scelte. Altri otto soldati delle forze afghane, che sono intervenute subito dopo l'esplosione dell'autobomba, hanno subito lesioni, come anche tre poliziotti e 36 civili che stavano transitando nella zona. E per Herat e altre zone dell'Afghanistan è stata una giornata terribile. Quattro militari dell'Isaf, la forza Nato, hanno perso la vita ieri nel Paese per attentati o scontri armati con i talebani. E a Herat, oltre all'attentato contro il compound italiano, ci sono stati nelle stesse ore altri due attentati, di cui uno davanti alla residenza del Governatore.BR Sulla dinamica della battaglia al Prt italiano esistono più versioni. Gli elementi certi sono che intorno alle 9,15 ora italiana, un automezzo carico di esplosivo e guidato da un kamikaze si è fatto esplodere all'ingresso del Prt abbattendo le protezioni. Un diversivo che è servito per scatenare il panico e per aprire un varco nelle difese, permettendo a un manipolo di talebani armati fino ai denti di penetrare all'interno. Sul numero dei talebani entrati in azione non c'è certezza. Nella loro rivendicazione i guerriglieri parlano di quattro uomini, la polizia afghana e l'emittente Al Jazeera di sette uomini in tutto, tra cui due kamikaze. I talebani si sono appostati in un edificio civile che sovrasta il compound e che ospita anche un cinema, dal quale hanno iniziato a fare fuoco con armi leggere e mitragliatrici. I militari italiani del 132esimo reggimento artiglieria terrestre brigata 'Ariete" con sede a Maniago (Pordenone), e i soldati afghani, hanno ingaggiato un combattimento che è durato oltre due ore. Secondo varie fonti i talebani sono stati eliminati, ma quella zona di Herat per l'intera mattinata si è trasformata in uno scenario di guerra con morti e feriti, esplosioni e spari. Solo dopo oltre due ore la situazione è tornata alla normalità.BR Tra i cinque militari della caserma di Maniago, il più grave è un capitano che è stato colpito da un proiettile all'addome. I medici però gli hanno salvato la vita, e poco dopo lo Stato Maggiore della Difesa ha potuto dare l'annuncio che il militare è fuori pericolo anche se resta in prognosi riservata. C'è anche un sesto italiano finito in ospedale, si tratta di un funzionario del ministero degli Esteri in stato di choc.BR Camp Vianini aveva già subito un attacco nell'aprile 2006, quando morirono due afghani con modalità molto simili all'attentato di ieri. L'assalto avvenne alle 8,40 locali, le 6,10 in Italia, con un'autobomba fatta saltare a una ventina di metri dall'ingresso principale. Tra i feriti anche un architetto di Massa, Andrea Lorenzetti. In quell'occasione però non vi fu anche un'incursione di guerriglieri nel compound come invece avvenuto ieri.P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P