Ballottaggio, elettori in fuga
BR bPAVIA./bb Elettori in fuga dai seggi: al ballottaggio per la Provincia tra Ruggero Invernizzi e Daniele Bosone, ieri, ha votato quasi il 12 per cento in meno rispetto al primo turno. Alle 22 i votanti erano il 34.14 per cento rispetto al 46.03 raggiunto la domenica sera del primo turno.BR /b L'effetto traino si è spento dopo il primo turno. Due settimane fa si votava per le comunali in grandi Comuni e sulla scheda delle provinciali c'erano i nomi di 12 candidati presidente e i simboli di 20 liste d'appoggio e il risultato di una campagna elettorale porta a porta fatta da 400 candidati consiglieri è finito nelle statistiche. Il lunedi dopo il primo turno gli elettori erano stati il 61 per cento: meno che alle regionali del 2010 (64 per cento), ma più che alle precedenti provinciali del 2006 quando i votanti furono il 60 per cento. Alla fine del testa a testa fra Invernizzi e Bosone, invece, le provinciali del 2011 rischiano di essere le elezioni meno partecipate della storia di Pavia: il trend dell'astensionismo si è annunciato alle 10 di ieri mattina con l'8 per cento di votanti rispetto ai 10 per cento del primo turno, ed è proseguito (peggiorando) nel pomeriggio con un dato delle 19 che ha fatto seggnare il 10 per cento di votanti in meno. In Provincia ha votato il 22.7 per cento rispetto al 32 per cento del primo turno, a Pavia città è andata relativamente meglio con il 40 per cento rispetto al 48 per cento del primo turno. Dati peggiori a Voghera e Vigevano. A Voghera ha votato il 33 per cento rispetto al 44 per cento del primo turno, a Vigevano il 30 per cento rispetto al 40 per cento. Si è verificato, semplificando, il fenomeno che gli staff elettorali del centrodestra e del centrosinistra temevano: al ballottaggio sono andati a votare soprattutto gli abitanti dei centri più grandi che già avevano votato per il secondo turno nelle precedenti elezioni comunali, mentre nei paesi dove l'elezione del sindaco è su un solo turno elettorale l'astensionismo al secondo turno delle provinciali è stata maggiore. Resta da capire se il secondo giorno di voto per il ballottaggio (oggi dalle 7 alle 15) basterà a colmare il divario rispetto al primo turno. «Un calo di votanti tra primo e secondo turno è fisiologico - commenta Daniele Bosone -, ma ha contato anche il fatto che l'ultimo ballottaggio per le provinciali è stato 18 anni fa e la gente non è più abituata al doppio turno». «Il ballottaggio è sempre meno sentito del primo turno - aggiunge Ruggero Invernizzi -. E in questo caso è mancato anche il traino delle comunali per cui al primo turno si era votato anche in centri molto importanti».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Stefano Romano