Il centrodestra teme il "cappotto"
BR bROMA. /bOggi e domani si decide. Là dove il primo turno del 15 e 16 maggio scorso non è bastato, i cittadini di 6 province (Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria) e 88 comuni tornano a votare per eleggere il presidente o il sindaco.BR bI numeri. /bCinque milioni e mezzo (per l'esattezza 5.577.816, di cui 2.659.607 maschi e 2.918.209 femmine) gli elettori chiamati alle urne. Con i 290.460 elettori del Friuli Venezia Giulia, i 397.001 in Sicilia e i 175.577 in Sardegna si arriva a 6 milioni 440mila italiani coinvolti.BR bLe città. /bI confronti su cui si concentra l'attenzione maggiore, e che avranno un peso politico anche nazionale, sono quelli di Milano (Letizia Moratti contro Giuliano Pisapia) e Napoli (Luigi De Magistris contro Gianni Lettieri). Tra i principali comuni delle regioni a statuto ordinario che vanno al ballottaggio per scegliere il proprio sindaco al secondo turno ci sono poi Novara, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Cosenza e Crotone. Nelle regioni a statuto speciale ci sono invece 4 capoluoghi in Friuli Venezia Giulia (Trieste, Monfalcone, Pordenone, Cordenons), 3 in Sardegna (Cagliari, Sinnai e Iglesias). Primo turno elettorale, invece, in Sicilia dove ci sono 27 comuni interessati dal voto: il più importante è Ragusa, seguono Canicatti, Favara, Bagheria.BR bMilano e Napoli./b Gli occhi di tutti saranno puntati sulla sfida del capoluogo lombardo e di quello campano. A Milano il sindaco uscente Letizia Moratti contro ogni pronostico della vigilia ha dovuto non solo «arrendersi» al ballottaggio, ma anche spingersi in un'affannosa rincorsa, nel disperato tentativo di recuperare il gap (41,48% contro 48,04%) che la separava dal candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia. In caso di caduta del centrodestra nella roccaforte milanese, al di là delle rassicuranti parole del premier che in Italia non cambierà nulla, le scosse interne alla coalizione sarebbero devastanti. Un «cappotto» del centrodestra potrebbe mettere in crisi il patto di alleanza fra Pdl e Lega. A Napoli, invece, stando ai numeri il candidato di centrodestra Gianni Lettieri parte avvantaggiato (38,52%) rispetto allo sfidante dell'Idv Luigi De Magistris (27,55%). Ma più che i numeri del primo turno, a questo punto, conta il carisma del candidato, l'affidabilità, la capacità di convincere anche chi non l'ha votato al primo turno. E sotto questo profilo l'ex pm sembra avere le carte in regola per incrementare ancora più il proprio consenso personale rispetto all'avversario che probabilmente ha già fatto il pieno di voti.BR bLe altre. /bSenza storia sembra essere la sfida per la poltrona di presidente della Provincia di Trieste, dov'è favoritissima l'uscente Maria Teresa Bassa Poropat (48,48% al primo turno) rispetto all'avversario di centrodestra Giorgio Ret (29,83%). Più incerta la sfida per la poltrona di sindaco di Cagliari, dove il 35enne Massimo Zedda (centrosinistra) sfida Massimo Fantola. C'è poi il «caso Macerata». La recente uscita fianco a fianco di D'Alema e Casini, con il Pd e l'Udc a sostegno del candidato presidente alla provincia Antonio Pettinari, ha fatto intravedere una strada percorribile a livello nazionale.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Massimo Scattolin