Transfuga di professione
BR b ROMA. /bDaniela Melchiorre in politica c'è finita per caso. Correva l'anno 2007 e Lamberto Dini, allora in coalizione con il centrosinistra di Romano Prodi, scopre di aver «vinto» un sottosegretariato alla Giustizia. All'ex direttore generale di Banca d'Italia vengono in mente un avvocato di Roma e un giurista di Napoli. «Mi venne risposto che per ragioni di equilibrio geopolitico e di genere doveva essere una donna, magistrato e del Nord Ovest: non sapevo che pesci prendere fino a quando qualcuno del mio gruppo mi parlò di un suo parente, donna residente a Milano e magistrato militare a Torino».BR Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e Daniela Melchiorre in un lustro di vita politica è riuscita a cambiare fronte per ben cinque volte. Nata a Roma 41 anni fa ma milanese di adozione, madre di una bambina, la Melchiorre ha alle spalle otto anni da magistrato militare.BR Ma torniamo al suo curriculum politico. Nel 2007 fonda con Dini i liberaldemocratici. Sottosegretario di Clemente Mastella, inciampa nel caso di Vika, la bambina bielorussa, nascosta per 21 giorni da una coppia di Genova alla quale era stata data in affidamento. La Melchiorre media ma la piccola viene rispedita in patria. Con Mastella poi non tutto fila liscio. Melchiorre contesta i dati sull'indulto forniti dal ministro che in risposta le ritira le deleghe. Nei mesi successivi la marcia di avvicinamento al Pdl. Melchiorre ottiene un posto in lista nel Pdl e in marzo si dimette da sottosegretario. In aprile è eletta alla Camera. Nel Pdl però resta poco. Il 10 giugno passa al gruppo Misto. Il 17 novembre ufficializza il passaggio dei liberaldemocratici all'opposizione. Il 2 dicembre i liberaldemocratici firmano la mozione di sfiducia con Fli e Udc. La mozione è votata il 14. Il 15 Melchiorre è al tavolo dei fondatori del Terzo Polo accanto a Fini. Poi qualcosa si rompe ed ecco un nuovo avvicinamento al Pdl e a Silvio Berlusconi. L'occasione è il caso Ruby. Melchiorre e Tanoni, l'altro liberaldemocratico, votano perchè la Camera sollevi il conflitto di attribuzione. Il 5 aprile abbandona il Terzo Polo e l'opposizione. Esattamente un mese dopo, il 5 maggio, Melchiorre è nominata a sorpresa sottosegretario allo Sviluppo economico. Allo Sviluppo però non metterà mai piede, come racconta lei stessa nella lettera con la quale annuncia le sue «irrevocabili» dimissioni da sottosegretario. Ora il suo destino è appeso alla direzione dei liberaldemocratici convocata per sapere se il partito, ovvero lei e Tanoni, condividono o meno le ragioni dell'ultimo giro di valzer.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Maria Berlinguer