Foscolo, indagati i maggiorenni

b PAVIA./bb Caso Foscolo: avvisi di garanzia anche per i sei studenti maggiorenni che, insieme ad altri 28 liceali minorenni, avevano partecipato all'occupazione della scuola il 14 dicembre. Le notifiche sono arrivate in questi giorni. Venerdi mattina dovranno presentarsi in Procura, per essere interrogati dal sostituto procuratore Ilaria Perinu, che ha aperto il filone pavese. E adesso le famiglie sperano in un epilogo simile a quello milanese.BR /b Anche per loro, come per i minorenni, il reato ipotizzato è di occupazione abusiva e interruzione di pubblico servizio durante le mobilitazioni contro il ddl Gelmini, nei giorni caldi della protesta studentesca.BR «Potranno avvalersi della facoltà di non rispondere - dice l'avvocato Fabrizio Gnocchi che ha ricevuto il mandato da due delle sei famiglie coinvolte e che, insieme ad altri colleghi pavesi, ha assistito anche gli studenti minorenni -. Per quanto ci riguarda, i miei assistiti risponderanno e chiariranno i fatti perché pensiamo che non abbiano nulla da temere. E trovo anche positivo che la Procura abbia chiesto un interrogatorio, a garanzia della posizione dei ragazzi indagati».BR Venerdi sarà comunque l'occasione per i sei studenti di rievocare quello che è accaduto il 14 dicembre in via Sacchi. Qualche avvisaglia il 13, quando anche nelle altre scuole c'era grande fermento. Foscolo, Copernico, Cardano e Taramelli sono stati occupati dagli studenti riuniti in assemblee e incontri autogestiti fino alle 19. Poi, prima di cena, i ragazzi hanno fatto rientro a casa. Ma il giorno seguente, di buon'ora, sono tornati e si sono chiusi i cancelli alle spalle prima del suono della campanella.BR E' a quel punto che il preside, Lorenzo Fergonzi, ha chiesto l'intervento della polizia. E' arrivata una prima volante, mentre gli studenti rimasti fuori si erano assiepati davanti ai cancelli di via Foro Magno, accanto alla mensa di Canepanova. Pochi minuti più tardi sono sopraggiunti anche gli agenti della Digos che hanno filmato i ragazzi. E proprio quel video è stato acquisito dal Tribunale dei minori di Milano che in primavera ha avviato un'indagine sull'occupazione. Nei fotogrammi si vedono gli studenti nel cortile, dietro al cancello, che parlano al cellulare con i genitori per tranquillizzarli e comunicano con i compagni rimasti fuori. A chiamare la polizia era stato lo stesso preside, Lorenzo Fergonzi, preoccupato di quello che sarebbe potuto accadere all'interno, nell'istituto che in quei mesi invernali era per metà occupato da un cantiere con impalcature e lavori in corso. Un provvedimento drastico che poi ha catalizzato critiche e dissensi. Sollevato proteste, fatto insorgere i genitori.BR A fine gennaio, quando la polemica ormai infuriava, il collegio docenti ha scritto una lettera alle famiglie: una comunicazione in cui assicurava che non sarebbero stati presi provvedimenti disciplinari, pur sottolineando che gli occupanti avevano leso un diritto dei loro compagni.BR A marzo però è scoppiata la bomba. Gli studenti erano ormai impegnati in verifiche, interrogazioni e pagelle nel rush finale dell'anno scolastico. Il ricordo dell'occupazione e le polemiche stavano ormai scolorendo. Gli avvisi di garanzia agli studenti sono arrivati come una doccia fredda. I genitori dei denunciati hanno fatto fronte comune, individuando una strategia difensiva collettiva. Ed è partita una gara di solidarietà: genitori i cui figli non sono stati direttamente coinvolti nel procedimento penale e alcuni docenti del Foscolo hanno raccolto contributi per sostenere le spese legali, alcuni avvocati si sono dichiarati disponibili a difenderli.BR