Scure su banche e Poste

bROMA. /bPrima il debito italiano, poi, quasi come diretta conseguenza, la scure sulle banche considerate più esposte ai cambiamenti macroeconomici del Paese.BR Dopo aver rivisto da stabile a negativa la prospettiva sul debito italiano Standard & Poor's ha degradato anche l'outlook di quattro banche (Mediobanca, Bnl, Findomestic e Intesa SanPaolo), della Cassa depositi e prestiti e delle Poste. Per ora resta invariato il rating.BR Sulla Cassa depositi e prestiti S&P apre un capitolo a parte, dicendo che «gioca un ruolo critico, considerato il proprio mandato pubblico-politico e la stretta connessione con il governo italiano». I rating della Cassa sono equiparati a quelli dell'Italia perchè Standard & Poor's ritiene «quasi certo che il governo provvederebbe in tempi rapidi e con risorse sufficienti a supportare la Cdp in caso di crisi finanziarie».BR La sostanziale automaticità della decisione su banche, Cdp e Poste ha portato a un contraccolpo non particolarmente pesante in Borsa: dopo un brusco calo dei titoli bancari «made in Italy» contemporaneo alla diffusione della notizia, in Piazza Affari, Intesa SanPaolo, sotto aumento di capitale, ha chiuso la seduta in calo dell'1,06% e Mediobanca dello 0,47%.BR Peggio hanno fatto altri titoli bancari non interessati dal giudizio degli analisti dell'agenzia anglosassone, Banco Popolare e la Banca popolare di Milano, che hanno ceduto rispettivamente l'1,48% e l'1,32%. Standard & Poor's, che ha mantenuto stabile la prospettiva sul rating Cariparma, ha approfondito la sua analisi soprattutto su Mediobanca e su Intesa SanPaolo, con quest'ultima che ha visto tagliare l'outlook anche sulle sue sussidiarie Banca Imi, Banca infrastrutture innovazione e sviluppo (Biis) e Cassa di Risparmio di Bologna.BR Per Intesa SanPaolo, in particolare, Standard & Poor's vede in questo quadro come fattore negativo «la concentrazione del business in Italia, dove il rischio economico è più elevato della media dell'Unione europea, una qualità degli asset in qualche modo inferiore rispetto a concorrenti dello stesso tipo in Europa e la forte concentrazione su un solo marchio».BR Anche Mediobanca in questo tipo di analisi paga «l'elevata concentrazione delle attività in Italia», ma anche «un alto livello di concentrazione del business e un profilo degli impieghi vulnerabile al rischio-eventi, cosi come un ampio portafoglio «equity», la cui prestazione finanziaria è fortemente correlata alla volatilità dei mercati dei capitali».BR Più che temere il giudizio (seppur negativo) delle agenzie di rating, però, quello che si deve fare, secondo il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera è «tenere la rotta e innescare la crescita».BR