Eruzione e incubo black-out
bROMA. /bUn altro vulcano islandese, il Grimsvoton, il più grande dell'isola, ha improvvisamente ripreso l'attività eruttiva bloccando il traffico aereo su una zona racchiusa in un raggio di 220 chilometri. Uno scenario che ha riportato alla memoria quanto accaduto l'anno scorso quando tra aprile e maggio le gigantesche nubi sprigionate dal vulcano Eyjafjallajoukull imposero la chiusura dei più importanti aeroporti europei mandando in tilt la viabilità aerea di tutto il mondo. I danni causati dall'eruzione ammontarono, secondo l'Oxford Economics a 5 miliardi di dollari con 100 voli cancellati.BR Da ieri, a creare l'allarme è l'altro gigante islandese il Grimsvotn situato sul Vatnajokull, il più grande ghiacciaio dell'Islanda. Una densa colonna di fumo ha raggiunto i 15 chilometri di altezza e la preoccupazione è che, se l'eruzione continuerà con la stessa entità la nube di cenere raggiungerà entro venerdi Gran Bretagna, Francia e Spagna. Le compagnie aeree sono tutte in stato di allerta.BR Immediate sono scattate le misure di sicurezza. Le autorità islandesi hanno imposto da ieri una no-fly zone attorno al vulcano. Per ora l'Eurocontrol, l'ente per il controllo e la gestione del traffico aereo europeo, ha riferito che l'eruzione del Grimsvoton al momento non ha avuto alcun impatto sul traffico aereo europeo e translantico. Un aereo della guardia costiera sta tenendo sotto controllo l'eruzione e l'evoluzione dei venti. A preoccupare gli esperti è il sistema di bassa pressione che si sta muovendo verso l'Europa che potrebbe depotenziare la capacità dei venti di disperdere le ceneri. Gli spostamenti della nube restano comunque un enigma in quanto non ci sono scenari certi sull'attività eruttiva del vulcano e su come interagirà con le condizioni metereologiche. Il servizio meteo islandese intanto ha indicato che da ieri «sembra che l'attività eruttiva rallenti in modo molto rapido».BR L'eruzione, che ha risvegliato il vulcano dopo una pausa di sette anni, «ha avuto pochissimo preavviso», ha rilevato Mike Burton, vulcanologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «L'Islanda è potenzialmente una polveriera, con vulcani pronti a esplodere. Nessuno, però, è in grado di prevedere quando», ha ammesso.BR Le autorità islandesi escludono, comunque, una nuova emergenza come quella provocata dal vulcano Eyjafjallajokul, che trasformò l'Europa in una enorme fly-zone. «L'evento dello scorso anno aveva un carattere eccezionale, le ceneri erano molto fini, quelle del Grimsvoton sono più grezze e destinate a precipitare al suolo più rapidamente» ha detto Pall Einarsson, geofisico dell'Università dell'Islanda. Se la storia, comunque, si ripetesse potrebbe essere il G8 di Deauville, in Francia, della prossima settimana, ad incappare nei divieti di volo.BR