«'Ndrangheta, Lacchiarella nell'inchiesta»
BR b LACCHIARELLA./b Spunta anche Lacchiarella fra le carte dell'inchiesta denominata 'Parco Sud" che ha portato alla sbarra diversi esponenti della'ndrangheta. A sostenerlo è il responsabile cittadino dell'Italia dei Valori, Agostino Cullati. Che da una parte chiede di tenere alta l'attenzione, e dall'altra critica l'amministrazione di «non aver affrontato la questione nello specifico, soprattutto di non aver informato i cittadini». Cullati parte da una considerazione generale: «Ci sono tentativi di minimizzare o addirittura negare che ci sia la presenza della mafia calabrese in Lombardia. Ma è un fatto. E lo dimostra proprio in questi giorni l'inizio del processo, a Milano, scaturito dalla maxi-operazione 'Infinito" che nel luglio scorso ha portato in carcere oltre centosettanta persone». «Anche Lacchiarella - sostiene poi - compare nella carte giudiziarie dell'indagine denominata 'Parco Sud" in relazione ad alcuni lavori di verifica sulle reti fognarie del Comune in cui si parla delle opere costituenti il collettore di acque reflue nelle frazioni di Casirate e Mettone». Il nome del paese risulta ancora nella pagina successiva a proposito dei «servizi di verifica tramite rilievi in campo e successiva restituzione di dati topografici e geometrici riguardanti le reti di fognatura del Comune di Lacchiarella». A dire la verità, nelle carte processuali - sempre a proposito di fognature e collettori - spuntano i nomi anche di Zibido San Giacomo, Casarile, Rosate e Noviglio. I Comuni, sia chiaro, non sono stati neppure sfiorati dall'inchiesta. Ma il fasciolo mostra gli inquietanti appetiti dell'ndrangheta nel Sud Milano. «Chiedo semplicemente che l'amministrazione affronti pubblicamente la questione e tenga alta l'attenzione su questi argomenti» dice Cullati. La risposta del Comune è affidata all'assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Bargiggia. «A parte il fatto che si tratta di un'inchiesta vecchia di un anno - spiega - il Comune non ha ritenuto organizzare alcuna forma di dibattito pubblico semplicemente perchè anche noi abbiamo appreso la notizia in questi giorni. Ci siamo informati subito del perchè il nome di Lacchiarella fosse finito in quel fascicolo. La spiegazione è semplice. La Tasm, la società a capitale pubblico che gestisce i nostri depuratori e la fognatura dal 2004, lavorava anche con altre aziende minori. Una di queste aziende è finita nell'inchiesta. Tasm, dal canto suo, non solo non è stata nemmeno, a sua volta, sfiorata dall'indagine, ma si è costituita anche parte civile ottenendo pure un consistente risarcimento per i danni all'immagine ricevuti. Inutile sottolineare che noi siamo attentissimi alle gare d'appalto pubbliche, e che il Comune in questa storia non c'entra nulla».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Giovanni Scarpa