L'ex presidente: «No ad alleanze»

b PAVIA./b Vittorio Poma mantiene la posizione e non dà indicazioni al 9,5% di elettori che l'hanno sostenuto. Ma è chiaro quando ringrazia Daniele Bosone per averlo chiamato dopo il primo turno per fargli i complimenti e quando dice che, invece, il Pdl rifiuta di prendere atto del fatto che il voto a suo favore sia stato «sulla base dell'insofferenza per un rapporto tra Pdl e base elettorale, dove i vertici non rispondono più al territorio». Un voto pari circa al 20% del totale Pdl.BR «I miei 25mila elettori - spiega - hanno espresso un voto d'opinione forte e no0n hanno bisogno di un'indicazione. Cosi come noi non daremo nessun appoggio perché non volevamo un assessorato, bensi interpretare il malessere di un elettorato moderato di centrodestra e progressista».BR Un apparentamento? «Non sarebbe capito», afferma Poma. Che ora guarda avanti, affiancato da Luigi Bassanese ed Ettore Filippi: «Con l'Udc c'è spazio per un progetto politico oltre il centrodestra: è la fine di una stagione politica, in futuro verranno altri consensi».BR Nelle parole dell'ex presidente tutta l'amarezza per gli ex compagni di partito: «Il centrodestra dovrebbe avere la stessa umiltà che ha avuto Formigoni nell'interpretare il risultato milanese di letizia Moratti. Dire abbiamo sbagliato, ne siamo consapevoli. Accettare lo schiaffo elettorale e non pensare che il voto dato a me è del centrodestra e tornerà al centrodestra: il voto è degli elettori». E ancora: Poma dice di essere l'effetto del malcontento verso i vertici Pdl di cui ha chiesto le dimissioni dopo il voto, non la causa: «L'impressione - affonda - è che cerchino le ragioni di questo malcontento fuiori dal Pdl per nascondere le proprie responsabilità». (a.gh.)BR