Fli verso l'astensione a Milano e Napoli

BR b ROMA. /bLa prova del voto non dovrebbe riservare sorprese. Fini e Bocchino all'assemblea nazionale di Futuro e Libertà che si apre stamani hanno in mano la maggioranza del nuovo partito e dunque la decisione di non schierarsi ai ballottaggi del 29 maggio sarà ratificata. Ma se per l'Udc di Casini e l'Api di Rutelli, compagni di avventura nel Terzo polo, la scelta della libertà di voto era più che naturale, per il partito di destra lasciare campo libero ai candidati del centrosinistra è un problema. La scelta non piace per nulla ad Adolfo Urso che oggi proverà a dare battaglia. Ieri ha visto nuovamente il leader Fini e poi ha cenato con il vicepresidente Bocchino, nel tentativo di ricucire lo strappo.BR La mediazione alla quale si starebbe lavorando è un documento dove, pur mantenendo per gli elettori di Fli la scelta della libertà di voto al secondo turno, si afferma che l'obiettivo del partito è quello di un nuovo centrodestra. «Sbagliato non schierarsi - dice - proprio adesso che Berlusconi perde voti noi dovremmo sostenere i candidati del centrodestra per raccogliere quei consensi in caduta libera». Oggi è atteso con un intervento piuttosto critico e se sarà di rottura si vedrà, perché da diversi giorni la voce di un abbandono dell'ex viceministro col ritorno in maggioranza è sempre più insistente. L'altro nome in attesa di un ulteriore salto nella maggioranza è quello di Andrea Ronchi. Nel Pdl scommettono che sarà nuovamente ministro tra pochi giorni, giusto nella poltrona delle Politiche comunitarie che Berlusconi non ha mai volutamente rioccupato, vitello grasso in attesa del ritorno del 'figliol prodigo". Mancherebbe solo l'ufficialità e ieri l'ex fedelissimo di Fini dopo aver ufficializzato le sue dimissioni da presidente dell'assemblea nazionale, è stato avvistato accanto ad Alemanno e Frattini all'inaugurazione di una mostra all'Ara Pacis di Roma. Ad alimentare però qualche dubbio in più in Urso e Ronchi sull'uscita dal partito è arrivato ieri l'avvertimento di diversi finiani moderati che si sarebbero detti non disposti a lasciare Fini. I duri e puri schierati con il presidente della Camera difenderanno oggi la scelta della libertà di voto e rivendicano il merito dell'azione di blocco prodotta dal Terzo polo. «La nostra affermazione a Milano e Napoli coincide con la sconfitta di Berlusconi» dice il capogruppo Della Vedova confermando in tal modo che «la scommessa di una maggioranza autosufficiente da Fini, il premier l'ha persa».BR Gli ultimi movimenti di maggioranza segnalano poi altri aggiustamenti: la Lega avrebbe già deciso di congedare il capogruppo Reguzzoni per sostituirlo con Giacomo Stucchi. Per uno degli uomini più vicini a Bossi sarebbe stata strappata a Berlusconi dallo stesso Senatur, la promessa della poltrona di sottosegretario all'agricoltura.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Nicola Corda