In fuga la moglie e i figli di Gheddafi

b TUNISI. /bA stare dietro a tutte le segnalazioni che arrivano quasi quotidianamente, alcune sicuramente vere o presumibilmente fondate, altre un po' meno, la Libia del colonnello Gheddafi, sotto la sferza delle operazioni della Nato, è ormai ridotta ad un vecchio barcone da cui in molti cercano di scendere prima che affondi. Solo ieri due distinte fonti (un giornale panarabo, Al-Quds Al-Arabi, e una radio tunisina, Mosaique) hanno dato notizia che, tra sabato e domenica, la moglie, Safia, e due dei sette figli superstiti del Rais, il maggiore, Mohammad, e la prediletta Aisha, sono arrivati a Djerba, la bellissima località turistica del sud della Tunisia, ormai eletta a stazione di posta, dove i transfughi eccellenti fanno base per poi decidere (o contrattare) un'altra destinazione. Solo negli ultimi giorni ne sono stati segnalati una dozzina, soprattutto funzionari di alto livello e uomini dell'intelligence. L'esodo da Tripoli alla Tunisia, quindi, sta salendo negli ultimi giorni nella qualità di chi fugge perché alle migliaia di disperati che sono arrivati si stanno aggiungendo ora i «papaveri» del regime o, addirittura, i congiunti del colonnello.BR Mohammad, il più grande dei figli di Gheddafi (avuto dalla prima moglie), «imprenditore di successo» con i soldi di papà, ma in rotta con i fratelli per mere questioni di business (il controllo della fabbrica libica della Coca Cola), sarebbe a Djerba per sottoporsi a non meglio chiarite cure. Cosa che, per oltre trent'anni, la nomenklatura libica ha fatto, scegliendo i medici e le strutture sanitarie tunisine, di ottimo livello. Che poi sia vero è un altro discorso che sarà più chiaro nei prossimi giorni, come le intenzioni di Safia e Aisha Gheddafi, sempre che siano veramente arrivate nell'Ile di Djerba, passando, come rifugiate qualsiasi, per il posto di frontiera di Ras Jedir.BR