«Terremoto all'Aquila, violate le regole»
b PAVIA./bb «Sono state violate regole che, se applicate, avrebbero potuto salvare vite umane». Lo ha detto il pm Fabio Picuti durante l'udienza preliminare all'Aquila: in sette, tra cui il pavese Gian Michele Calvi, sono accusati di omicidio colposo.BR /b Nell'udienza preliminare, che si è svolta in tre tappe, la procura aquilana ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per i sette componenti della Commissione grandi rischi, nell'ambito del sisma che colpi l'Aquila il 6 aprile 2009. Gli imputati devono rispondere di non avere avvisato in tempo la popolazione del rischio terremoto, nonostante le avvisaglie dello sciame sismico che precedettero la scossa. In particolare, gli esperti sono accusati di aver dato eccessive rassicurazioni al termine della riunione del 31 marzo 2009, appena cinque giorni prima del sisma che devastò l'Aquila e altri paesi dell'Abruzzo. Il pm Picuti, oltre a chiedere il processo per tutti, ha sottolineato che non era richiesta una previsione del terremoto, ma una «informazione più veritiera sui rischi». Durante l'udienza preliminare, che è cominciata lunedi e che prosegue ancora oggi, sono state valutate anche le richieste delle parti civili. Il giudice Giuseppe Romano Garganella ha ammesso solo alcuni soggetti, tra cui il Comune dell'Aquila, escludendo l'associazione '309 martiri", perché si sarebbe costituita troppo tardi. Dei sette indagati nessuno era in aula. Per Gian Michele Calvi, docente universitario a Pavia e direttore della fondazione Eucentre sullo studio dei terremoti, era però presente l'avvocato Alessandra Stefano, che ieri ha chiesto il proscioglimento del suo cliente, contestando la «sussistenza di condotte colpose di sorta riconducibili al professor Calvi». Udienza rinviata al 25 maggio per le ultime arringhe difensive e la decisione del giudice. (m. fio.)BR