Un master per fermare la fuga dei cervelli

bPAVIA./bb Oltre trenta i giovani stanno partecipando a Start up, il programma di formazione per lo sviluppo di nuove aziende sul territorio provinciale. Un progetto dei giovani industriali dell'Unione per formare i giovani talenti impedire la fuga di cervelli all'estero.BR /b E' la sfida che i giovani industriali hanno voluto lanciare per far ripartire l'economia: sfida aperta a giovani talenti, laureandi, laureati, ricercatori e tutti coloro che vogliono diventare imprenditori e hanno idee innovative. Un lavoro che sta proseguendo con un'altra iniziativa, sempre rivolta ad incentivare e sostenere progetti nuovi. «Stiamo cercando di fare rete con l'università e la Fondazione Mind the Bridge che ha scelto Pavia come una delle tre tappe dell'Italy Tour - spiega la presidente del gruppo Annalisa Tocchio -. Il nostro obiettivo è quello di portare, tramite una borsa di studio, una start up in Sylicon Valley». Il progetto, rivolto a imprenditori con un'idea di business innovativa, a ricercatori o dottorandi che sognano di creare uno spinn-off universitario, vede coinvolto anche Comune e Polo Tecnologico, con il supporto di università e Durabo spa e il patrocinio dell'Unione industriali della provincia di Pavia. «Si vuole dare un'occasione alle imprese che portano elementi nuovi e ai giovani che credono nelle loro idee - continua Tocchio - e a loro si vogliono offrire strumenti e preparazione adeguati». Insomma a fornire linfa vitale al rilancio economico sono anche le buone intuizioni di alcuni ragazzi che possono contare sulle eccellenze presenti sul territorio, cervelli da considerare come risorsa indispensabile per far ripartire l'economia. E questi giovani talenti possono diventare imprenditori di loro stessi, imparando in modo concreto a gestire un'azienda. «Gli studenti sono molto attivi e interessati - sostiene Tocchio -. Nelle settimane prossime prepareranno e redigeranno i business plan con la speranza che molti di loro riescano ad aprire un'impresa». Le idee però vanno finanziate. E a questo ci pensano i venture capitalists, piccoli investitori esperti in capitale di rischio associati ad Iban, Italian business angels network, partner del progetto insieme all'università Bocconi di Milano. «Viene offerta un'opportunità per dare i giusti valori al merito, all'innovazione e all'apertura internazionale. Il progetto è stato condiviso con banche, istituzioni ed imprese ed è stato visto come uno strumento per rivitalizzare il tessuto imprenditoriale della nostra provincia». «Si intendono fornire tutte le conoscenze di management e operative - spiega Tocchio - e la possibilità di applicarle in modo concreto ad un progetto nascente. Si possono costruire le condizioni per impedire ai giovani di emigrare. Il punto di forza di Start up è anche il nostro territorio: Pavia ha un'università prestigiosa e un bacino di studenti, ricercatori e specializzandi che vanno considerati un patrimonio prezioso».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Stefania Prato