Gli imam minacciano Italia e Nato

BR b ROMA. /bIl regime di Muammar Gheddafi tenta di coinvolgere l'Islam e chiama le autorità religiose di Tripoli a sentenziare una sorta di Fatwa, un dettame coranico, contro i paesi coinvolti nella guerra e responsabili dell'uccisione di undici imam a Brega durante il raid dell'altro giorno sulla città: «Per ciascuno degli imam morti uccidete 1000 persone in Italia, Francia, Danimarca, Qatar ed Emirati arabi», ordinano i dignitari religiosi del regime libico ai musulmani in tutto il mondo. La Fatwa libica è giudicato tuttavia dal massimo organo della comunità sunnita, la Moschea-università Al-Azhar del Cairo, un azzardo: «E' esagerato. Il Corano concede il diritto alla rappresaglia, ma non l'uccisione di 1000 persone per vendicare la morte di una», ha detto Shaikh Marzouk Shahat, il più alto mufti sunnita. La minaccia è ritenuta fuori luogo anche da parte della Nato: «Non c'è nessuna conferma che gli imam siano stati uccisi dalla Nato - ha detto una fonte dell'Alleanza, aggiungendo -, non commentiamo in ogni modo le minacce».BR Il regime del Colonnello celebra comunque i funerali degli imam morti a Brega nel cimitero Chatia al-Henchir, al grido di 'Dio, Libia e Gheddafi", ma è convinzione generale che si sia ormai all'epilogo della lunga dittatura del Rais, nonostante la pretesa di Gheddafi di sentirsi al sicuro e fuori dagli obiettivi della Nato in una località segreta, secondo il suo messaggio audio dell'altra notte. Della fine di Gheddafi è convinto innanzitutto Mahmud Jibril, il capo del governo dei ribelli a Bengasi, che ha avuto diversi incontri a Washington e ieri a Parigi. Jibril ha compiuto un passo decisivo per il prestigio internazionale del Consiglio nazionale di transizione nei suoi incontri alla Casa Bianca, ma non il riconoscimento del Cnt da parte dell'Amministrazione di Obama. «Il Cnt libico è un interlocutore legittimo e credibile del popolo libico», ha detto Tom Donilon, il consigliere di Obama per la sicurezza nazionale. Il riconoscimento del Cnt, però, a giudizio americano è 'prematuro". Gli Stati Uniti sono disponibili intanto a versare alle vuote casse di Bengasi i primi 150 milioni di dollari in attesa di altri crediti garantiti, ma le ambizioni degli insorti e dello stesso Jibril puntano ad ottenere l'insieme dei 30 miliardi di dollari depositati dal regime nelle banche straniere e ora congelati. In un'intervista a Washington, Jibril ha esplicitamente ammesso che l'obiettivo del Cnt è quello di ottenere una escalation delle operazioni militari della Nato; il riconoscimento dei principali oppositori libici da parte della comunità internazionale, l'accesso alle ricchezze del regime congelate all'estero e la crescita degli aiuti umanitari agli insorti.BR Queste stesse richieste sono state discusse anche all'Eliseo tra Jibril e Nicolas Sarkozy, trovando nel presidente francese un interlocutore disponibile. Il ministro degli Esteri francese Alain Juppè è convinto che il regime di Gheddafi sia ormai al capolinea, ma Parigi e Bengasi sono chiamati nel frattempo a risolvere il mistero del cittadino francese ucciso qualche giorno fa dalla polizia dei ribelli e dell'arresto degli altri 4 suoi compagni.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Bijan Zarmandili