Ragazzi solidali col conducente

bMEDE./b Il 14enne ci racconta: «Io mi siedo davanti per scendere subito. Più che altro sono tutti arrabbiati per i ritardi e solidali con l'austista. Io vado a scuola, ma ci sono anche signori che vanno a lavorare. E scoccia entrare tardi per queste cose».BR Alla parola 'bulli" i ragazzini che viaggiano sulla corriera delle 7 per Voghera fanno un passo indietro.BR Una parola esagerata, dicono a bassa voce: «Non sono cose divertenti, questo si», si fa avanti un altro 14enne che frequenta il primo anno senza voler rivelare altro.BR Alla fermata della stazione il clima è questo. Alle 14 e 22 ferma la corsa del rientro da Voghera verso Mortara.BR Gli studenti non si sbilanciano volentieri, ma dell'austista coinvolto nell'episodio delle pistole ad acqua parlano come di un amico.BR «E' giovane, tra noi si parla - si limitano a raccontare alcuni - Essendo a contatto tutti i giorni non può non dispiacerci».BR L'impressione, forse qualcosa di più, è che ci sia il timore di esporsi. Anche un papà di Mede dice la sua. Come gli altri, ci chiede di restare anonimo: «La soluzione del carabinieri mi sembra eccessiva, si tratta pur sempre di un pullman di studenti - dice il genitore - Meglio un agente in borghese. Se lo facessero salire un paio di volte, basterebbe. Chi esagera si trova la forza pubblica davanti e la smette. Perchè questi ragazzi sono cosi, finchè non succede vanno avanti». Stazione di Lomello, le due del pomeriggio. Vicino alla fermata un pensionato prende la parola. Dei bulli sa. «Se ne parla in paese - spiega l'aziano - Basta vederli dalla strada per capire che vogliono a tutti i costi provocare e dare fastidio. Si appoggiano al cruscotto della corriera con le spalle verso la strada, nemmeno fossero a casa loro». (s.b.)BR