«Qui non potete colpirmi»

BR bROMA. /b«Mi trovo in un posto in cui non potete raggiungermi». Le dichiarazioni di Muammar Gheddafi arrivano tramite un messaggio audio proposto all'ora di cena dalla tv di Stato libica. Il colonnello - che non appare in pubblico dal primo maggio, salvo il video dell'altro giorno che però non ha riferimenti temporali - irride anche l'Alleanza atlantica: «Sto dicendo ai vigliacchi crociati che sono in un posto in cui non potete raggiungermi e uccidermi», ha detto il Rais, bollando come vigliacchi, gli attacchi della Nato contro il suo compound. Le parole di Gheddafi, tuttavia, non chiariscono se, come si è supposto per l'intera giornata di ieri, si sia allontanato da Tripoli, avendo aggiunto, in maniera sibillina, che le bombe della Nato non possono raggiungerlo perché lui si trova «nel cuore di milioni di libici». Per altro, il portavoce del governo libico Mussa Ibrahim aveva annunciato che il Rais si trovava ancora nella capitale, smentendo in maniera sprezzante le voci circa il suo possibile ferimento. Ipotesi su cui Stati Uniti e Nato non si pronunciano, mentre è avvalorata dal ministro degli esteri italiano Franco Frattini, che ritiene «credibile quanto detto dal vescovo (di Tripoli, ndr) Martinelli».BR Ma se la battaglia delle parole porta poco lontano, quella sul campo inizia a dare i suoi frutti. La missione militare in Libia sta registrando «progressi reali», con una distruzione significativa «della macchina militare del regime di Gheddafi», ha indicato la portavoce Carmen Romero. In particolare, l'Alleanza ritiene che «significativi miglioramenti» siano stati fatti a Misurata dove giovedi - ha riferito il portavoce militare Mike Branken - non sono stati riportati attacchi ai civili. Secondo l'ufficiale, i raid aerei su Tripoli, la città di Sirte e la città portuale di Misurata hanno avuto «un impatto significativo» sui mezzi militari del regime di Gheddafi e la sua capacità di lanciare attacchi contro la popolazione.BR E mentre prosegue anche la pressione diplomatica occidentale, in accordo con gli insorti, ma anche con esponenti del regime più moderati, lunedi il procuratore della Corte penale internazionale dell'Aja, Luis Moreno Ocampo, chiederà ai giudici del tribunale di spiccare mandati di arresto per crimini contro l'umanità contro «tre persone che sembrano avere la responsabilità maggiore» e che sarebbero Muammar Gheddafi, suo figlio Saif Al-Islam e il capo dell'intelligence libica.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Sergio Armanino