Profughi, Pavia salta un giro
BR b PAVIA. /bbL'accoglienza dei profughi in Lombardia sarà gestita d'ora in avanti dalla Protezione civile. Tra ieri e oggi Pieve Emanuele, tra Milano e Pavia, accoglierà 400 persone. Le otto strutture pavesi hanno ribadito la loro disponibilità, in particolare per donne e bambini.BR /b Ieri mattina la nave Flaminia è sbarcata a Genova con 600 persone a bordo, metà dirette in Lombardia, a Pieve Emanuele la reazione non è stata positiva. Pavia per il momento non accoglierà nessuno. Almeno fino a dopo le elezioni, tranne che per emergenze. Mercoledi in prefettura si è tenuto un incontro con Caritas diocesane, Asl e questura, con la presentazione del responsabile della Protezione civile, Roberto Gerola, che si occuperà dell'organizzazione delle strutture di accoglienza. Pavia ha confermato la disponibiltà dell'hotel Saratoga di Vigevano, dello Zenit di Voghera, del Plaza di San Martino, del De La Ville di Bereguardo, ma anche della Casa del Giovane, del Convoglio, di Villa Ticinum e Villa Meardi. «Tra una settimana faremo un incontro con tutti i profughi accolti in provincia - spiega don Dario Crotti, responsabile della Caritas di Pavia - per spiegare quali servizi possono avere, perché ora bisogna parlare di alfabetizzazione, di mediazione culturale». «Serve una rete per accogliere i contributi di tutte le associazioni», dice Antonio Floriano, responsabile Cisl per le politiche sociali. «Pavia è un territorio anomalo - aggiunge Moreno Baggini, Caritas di Tortona - alla Casa del Giovane c'è stata un'accoglienza con percorsi di inserimento, altri stanno solo in albergo». Al momento in provincia di Pavia ci sono 16 richiedenti asilo, 3 in attesa di accettazione e 33 con permessi semestrali per motivi umanitari. Arriveranno altre persone in fuga da paesi in emergenza, anche se ancora è difficile stabile quando. Oggi a Genova sbarcherà la nave Excelsior con 300 profughi a bordo, diretti in parte in Lombardia.BR
Marianna Bruschi