«Case illegali, stop alle ruspe»

b ROMA. /b Non ha fatto in tempo ad annunciare lo stop alle ruspe contro le case illegali in Campania, Silvio Berlusconi, che la Lega l'ha gelato. Il più diretto, al solito, è stato Mario Borghezio: «Una grandissima cazzata». Il ministro Roberto Calderoli ha usato un linguaggio meno diretto, ma ugualmente chiaro: «Berlusconi dovrà parlarne con la Lega. Non possono esistere nel Paese zone franche per legge: se una casa è un abuso e non ha potuto essere sanata da condoni, la legge è legge e va fatta eseguire». Solo tre ore prima di queste dichiarazioni, il premier aveva concesso l'annuncio a Radio Kiss Kiss Napoli, alla vigilia della sua visita di oggi nel capoluogo partenopeo che si prepara al voto di domenica: «Il provvedimento che sospenderà gli abbattimenti sino alla fine dell'anno, in modo che avremo tutto il tempo per rimediare a una situazione insostenibile, è pronto. Lo farò vedere ai cittadini durante il nostro incontro». A essere interessante sono almeno 60mila famiglie: tante sono nella regione le abitazioni abusive costruite in dieci anni secondo l'ultimo rapporto Ecomafie di Legambiente, con 64 clan camorristici a spartirsi la torta dell'edilizia illegale e solo 669 ordinanze di demolizioni eseguite su 32.176 emesse dai Comuni: il 2 per cento.BR Alla decisione il premier è arrivato alla fine di un percorso accidentato, mentre i comitati anti-ruspe stazionavano davanti alla Camera e i sindaci del circondario napoletano premevano. Il governo ci aveva già provato due volte. Un anno fa, a giugno, il decreto legge 62 del 23 aprile 2010, approvato al Senato, si era incagliato a Montecitorio sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata da Antonio Di Pietro. Nel dicembre scorso, nuovo tentativo con un emendamento inserito nel decreto Milleproroghe, cassato dopo un intervento del presidente Giorgio Napolitano. Arrivati al terzo atto, il provvedimento dovrebbe essere esaminato dal prossimo consiglio dei ministri, con la Lega di traverso, in un clima infuocato.BR Legambiente parla di «un favore alla criminalità in una regione dove un terzo delle case negli ultimi dieci anni è abusivo». «Una resa dello Stato» accusa il Wwf.BR Dall'opposizione è un fuoco di fila. Il Pd, con Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, definisce il premier «ormai un clone di Cetto Laqualunque» (il politico creato dall'attore Antonio Albanese), mentre la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro parla di «promesse da marinaio che non sono durate neppure l'arco di un giorno» e punta il dito sulla frattura nella maggioranza: «La Lega abbandona la nave che affonda». «Siamo al ridicolo», osserva Massimo Donadi, capogruppo IdV alla Camera, «è immorale che per una manciata di voti si annunci l'ennesima immorale sanatoria». «Berlusconi strizza l'occhio alla parte più retriva della società italiana, mafie comprese» sostiene Fabio Granata, esponente di Futuro e libertà, a cui fa eco Nichi Vendola, leader di Sel: «È un messaggio politico a quella zona grigia con la malavita rappresentata in certe liste» dice, mentre Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ricorda che coi condoni precedenti «tutti targati Berlusconi, sono stati sanati 50 milioni di metri cubi». Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa avverte il premier: «Mi spiace per lui, ma sia i napoletani che i leghisti, per ragioni diverse, sono più furbi di lui». (m.r.t.)P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P