Berlusconi: meno poteri al Quirinale
BR bROMA. /b A tutto campo, contro tutti: Quirinale, magistratura, sinistra. Silvio Berlusconi in campagna elettorale non conosce mezze misure e spara ad alzo zero su qualsiasi istituzione. Le riforme che ha in mente il Cavaliere da «presentare presto in Consiglio dei Ministri» mirano ad azzerare ogni contrappeso e equilibrio istituzionale. «Dobbiamo cambiare la composizione della Corte Costituzionale, dobbiamo cambiare i poteri del Presidente della Repubblica e attribuire più poteri al governo del presidente del Consiglio». Un nuovo gradino nell'escalation dello scontro con Napolitano.BR Ancora una volta è Fini ad ergersi a difesa del Quirinale. «Attaccare il capo dello Stato è da immaturi», dice il presidente della Camera. «Bisognerebbe tenere le figure istituzionali al di sopra della maischia». La mattina di Berlusconi era cominciata con una minaccia da elezioni del'48, nel video appello su Youtube, dove avvertiva gli elettori che «con la sinistra sarebbero meno liberi, oppressi dalle tasse e invasi dai clandestini».BR In un comizio a Crotone ricorda quelli che definisce i grandi meriti del governo come «aver salvato milioni di posti di lavoro» o risolto «l'emergenza rifiuti a Napoli», salvo dire nel pomeriggio che «quella spazzatura la vorrebbe portare in procura». Il capo del governo punta ancora una volta il dito su ciò che definisce gli «attacchi e le menzogne delle opposizioni e delle toghe di sinistra che respingeremo con i fatti».BR In serata però Berlusconi alza i toni fino all'insulto ma accusa gli altri di aver «portato in politica la guerra civile» e poi mira sui giudici che «sono ostaggio dei Pm e devono pagare come tutti se sbagliano». Poi ripete che"l'agguato di Fini è fallito - dice - grazie ai Responsabili" ai quali promette che per la prossima riunione di governo sarà pronta la legge per aumentare la squadra, «per arrivare fino a un sottosegretario in più per ogni ministero».BR Per il segretario del Pd Bersani, è la conferma che l'allargamento è un vero e proprio ribaltone, ma anche la conferma «di un uso privato delle istituzioni». Altro che scalata al Quirinale: il leader dei Democratici, considera «Berlusconi al tramonto» e coltiva la speranza che le urne possano dare se non «una spallata, una fiondata al Governo», come Davide contro Golia. «Berlusconi è alla frutta, con i suoi deliri copre solo i fallimenti - rincara Anna Finocchiaro - getta fango e fa battute di pessimo gusto ma quello che gli interessa si capisce: vuole più potere ed evitare i processi che lo riguardano». Ma «nessuno può violare la Costituzione o pensare di non essere sottoposto ai limiti ed ai controlli previsti dalla legge» è anche la replica di Fini che conferma la bocciatura di una commissione d'inchiesta sui Pm che indagano sul premier:"Non esiste in nessuna democrazia al mondo".BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Nicola Corda