Cablelettra, questionario solo a metà

b ROBBIO. /bI dipendenti della Cablelettra compileranno il questionario conoscitivo proposto dalla Yazaki che il sindacato aveva bollato come una sorta di schedatura. Sarà però lasciata in bianco la parte in cui si chiede ai lavoratori se vogliono accettare o meno il trasferimento a Torino. I 200 dipendenti della Cablelettra di Robbio compileranno quindi solamente la parte del modulo della Yazaki in cui si accertono le loro capacità e competenze lavorative. «So che a Limatola (dove c'è un altro stabilimento della Cablelettra) hanno fatto tutti il questionario - dice il commissario straordinario Vincenzo Sanasi d'Arpe - è una questione tra i dipendenti e la Yazaki».BR Questo modulo serve all'azienda giapponese che sta assorbendo la Cablelettra per avere un quadro delle maestrenze dell'azienda robbiese in modo tale da avere profili lavorativi da selezionare nel caso chi sarà riassunto rinunci all'incarico. «Il questionario poi non è vincolante - sottolinea il rappresentante sindacale interno Pietro Bello - può anche non essere firmato in fondo». Intanto i dipendenti della Cablelettra attendono la bozza definitiva del piano che poi dovrà essere sottoposto ai voti. Ci vorrà la maggioranza assoluta (50% + 1) perchè ci sia il parere positivo dei dipendenti. Il fatto che più della metà dei dipendenti di Cablelettra (110 su 200) perderanno il lavoro è una garanzia ulteriore sulla condivisione della decisione. Inoltre la votazione sul piano avverrà prima che venga comunicata dalla Yazaki la lista dei 90 riassunti a Torino. «Attendiamo in questi giorni le parti del piano che riguardano i dettagli dell'accordo con l'amministrazione dell'azienda - aggiunge Bello - quelle dell'accordo con Yazaki sono praticamente definite».BR Nell'accordo tra i dipendenti e l'amministrazione aziendale, guidata dal commissario straordinario Vincenzo Sanasi d'Arpe, rientrano gli incentivi economici per tutti coloro che non saranno riassunti, la cassa integrazione e la riqualifazione e outplacamente dei lavoratori. Sono i punti su cui le cifre sono ancora incerte e sui cui i lavoratori attendono con ansia risposte. (s.b.)BR