Francobolli solo nei tabaccai vicini agli uffici

b PAVIA./b Ormai le lettere le spediscono solo uffici e ditte. Tra i privati cittadini si salva solo qualche affezionato di carta e penna, cartoline e biglietti di auguri. Cosi alcuni tabaccai hanno deciso di tagliare i francobolli e non li vendono più, oppure ne tengono pochi. E sono spesso esauriti.BR «Non conviene - spiega Francesco Planeta di Blanc&Rouge in viale Trieste -. Bisogna comprarli, anticipare i soldi, caricarli, registrarli, conservarli con i problemi di sicurezza che comporta. Tutto per guadagnare il 5% del loro valore». «Bisogna proprio venderne tanti per non perderci - racconta Samantha Armani, della tabaccheria di via dei Mille - Noi li teniamo esclusivamente per fare un servizio alle persone». Lo stesso accade alla Scala, al bar tabacchi di Leila Marzano. «Non si spediscono più le lettere - confermano alla tabaccheria Ragni di via Olevano - e il guadagno, per noi, è minimo: bisogna venderne almeno 3mila l'anno perché ne valga la pena».BR Difficile trovarli sulla Vigentina, in via Tasso sono spesso esauriti dicono i residenti. E anche a San Genesio - segnalano i cittadini - «Si fa fatica a trovarne».BR Al bar Christian di via De Gasperi qualche anziano che spedisce lettere c'è ancora tra i clienti: «Le vendite? Dipende dai periodi», spiega la titolare Anna Maria Cortesi. Diventano invece un articolo indispensabile nelle tabaccherie, oggi invase da gratta e vinci e servizi online, più ci si avvicina alle zone degli uffici: «Noi ne vendiamo circa 400 al mese», raccontano da Tabacchi Castagna di viale Indipendenza. E' vicino all'Asl, c'è l'Ordine degli Ingegneri, anche i bar che preparano i pranzi sono focalizzati su una clientela di impiegati. Lo stesso in Strada Nuova, tra le vie del centro, dove si concentrano studi di avvocati e notai. Mauro Moroni, in Strada Nuova, lo conferma: «Per noi i francobolli resatno un affare importante, ma è la zona ad essere particolare: piena di aziende, uffici pubblici e banche». Come in via Defendente sacchi, vicino a Posta e Camera di Commercio. O in piazza Emanuele Filiberto: «Noi ne vendiamo circa 300 alla settimana e li ritiriamo man mano dalle Poste - dice Gianluca Malito, Tabacchi D -. A questi si aggiungono richieste per circa 1500 marche da bollo, con picchi di 2mila ogni sette giorni» Anche perché, dice il titolare, «chi non trova questi articoli altrove sa che da noi ci sono sempre».BR Per chi esce dal centro, invece, l'unica possibilità di affrancare la corrispondenza restano gli uffici postali. Con le code e gli orari che, talvolta, mal si conciliano con le esigenza di chi imbuca una lettera. (a.gh.)BR