Droga, arrestato carabiniere
BR b PAVIA./bb Avrebbe spostato, nascondendoli, quasi 30 chili di droga sequestrata da un ufficio all'altro della caserma di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia. Il maresciallo dei carabinieri è stato arrestato.BR /b La vicenda presenta ancora molti aspetti da chiarire. Risulta però, per stessa ammissione dell'indagato, che il gesto sia nato dalla volontà di fare un dispetto ad alcuni colleghi. Un dispetto che si è trasformato, però, in un reato grave. E cosi il maresciallo dei carabinieri Alfredo Morganella, in servizio a Pavia da oltre vent'anni, è stato arrestato dai suoi stessi colleghi. Si trova ora ai domiciliari con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. I militari hanno recuperato tutto l'hashish, che era scomparso giorni fa da un armadietto blindato. E' stato lo stesso maresciallo a rivelare il nascondiglio. L'altra mattina si è presentato dal magistrato in procura a Pavia, accompagnato dall'avvocato Luigi Fuardo, e avrebbe ammesso i fatti, spiegando di non avere valutato le conseguenze e di essersi reso conto solo in seguito della gravità del suo gesto. Le ragioni della sua azione, che appaiono poco comprensibili, sarebbero quindi da ricercare nei rapporti con alcuni colleghi. Tensioni e dissapori lo avrebbero spinto a prendere circa 27 chili di hashish (che erano stati sequestrati in una precedente operazione) da un armadietto blindato, per il quale il carabiniere aveva la disponibilità delle chiavi. Il maresciallo ha poi ricostruito i movimenti successivi del piano, con la droga nascosta in un altro locale della caserma. Questa, almeno, è la versione che lo stesso militare ha dato al magistrato. Un racconto sofferto, a cui lo stesso indagato, in molti passaggi, ha faticato a dare un senso. La sua 'confessione", che ha permesso che la droga fosse interamente recuperata, ha spinto il magistrato a chiedere una misura meno pesante del carcere, come appunto i domiciliari. «Un provvedimento - dicono dalla procura - che ha tenuto conto della personalità del soggetto». E' stata anche esclusa la finalità di spaccio: il gesto non avrebbe avuto nessun altro scopo, se non quello di mettere nei guai qualche collega. Per questo la droga è sempre rimasta all'interno della caserma. Dopo la sparizione dall'armadietto, i colleghi del maresciallo si sono attivati per impedire che la sostanza potesse finire in mani sbagliate o rientrare nei canali criminali. Sono state usate anche le unità cinofile di Lecco e Milano. In attesa che il procedimento penale faccia il suo corso, il carabiniere è stato sospeso. I vertici dell'Arma preferiscono non commentare l'accaduto.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Adriano Agatti e Maria Fiore